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Covid, oltre 100 mila morti in Italia. I dati regione per regione

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Con i 318 decessi ufficializzati nel bollettino del ministero della salute dell'8 marzo, in Italia si è superato il dato dei 100 mila decessi legati al Covid 19. Dall'inizio della pandemia nella Penisola si sono registrate 100.103 vittime positive al virus. Sale a 3.081.368 il numero di persone che sono state infettate dal Sars-CoV-2 (guariti e morti compresi) dall’inizio dell’emergenza. La regione che ha pagato il prezzo più alto in termini di vittime è la Lombardia con 28.790 morti, poi Emilia Romagna 10.827, Veneto 9.980, Piemonte 9.511, Lazio 6.064, Toscana 4.816, Campania 4.505, Sicilia 4.254, Puglia 4.122, Liguria 3.689, Friuli Venezia Giulia 2.929, Marche 2.338, Abruzzo 1.813, Provincia autonoma Trento 1.222, Umbria 1.110, Sardegna 1.184,  Provincia autonoma Bolzano 1.063, Calabria 706, Valle d'Aosta 417, Basilicata 380 e Molise 379.

 

 

Secondo l'ultimo report dell'Istituto superiore di sanità, sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all'infezione da Sars-Cov2 in Italia sui dati aggiornati più di recente, Lombardia ci sono stati il 29,2% dei decessi dall'inizio della pandemia. Una percentuale che durante la cosiddetta prima ondata da marzo a maggio del 2020 aveva raggiunto il 47,7% con 16.366 decessi solo in quei mesi. Tornando al totale, l'11% delle vittime in Italia sono venete e il 10,2 dell'Emilia Romagna. L’età media dei pazienti deceduti è 81 anni. Le donne sono il 43,9% e hanno un’età più alta rispetto agli uomini, 86 contro 80. I pazienti deceduti sotto i 50 anni rappresentano l'1,1% e all'1 marzo 254 di questi avevano meno di 40 anni; 156 presentavano gravi patologie preesistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità) e 36 non avevano patologie di rilievo.

 


Nel 90,4% delle vittime nella diagnosi di ricovero erano menzionate condizioni (per esempio polmonite, insufficienza respiratoria) o sintomi (febbre, dispnea, tosse) compatibili con il coronavirus. Nel campione di pazienti deceduti positivi analizzati nello studio, passavano in media 13 giorni tra la data dell’insorgenza dei sintomi e quella del decesso, 5 tra la data dell’insorgenza dei sintomi e quella del ricovero in ospedale e 8 tra il ricovero in ospedale e la morte. Il tempo intercorso dal ricovero in ospedale al decesso era di 6 giorni più lungo in coloro che venivano trasferiti in rianimazione rispetto a quelli che non venivano trasferiti (12 giorni contro 6 giorni).