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Covid, verso la chiusura delle scuole nelle zone rosse. Isolata a Brescia la variante nigeriana

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Scuole di ogni ordine e grado chiuse nelle zone rosse, quelle più colpite dal Covid. Secondo quanto riporta l’Adnkronos da fonti di governo presenti alla cabina di regia di questa mattina con il premier Mario Draghi, la decisione assunta sarebbe quella di chiudere le aule, e tenere i ragazzi a casa con la didattica a distanza, "anche nelle aree con 250 positivi ogni 100mila abitanti nell’aggregato settimanale o se ci sono situazione di allarme evidente e motivato", spiega una fonte di prima piano.. Sembra dunque prevalere la linea avanzata da diversi governatori, il veneto Luca Zaia in testa, per allargare la ’stretta' anche in altre zone a rischio, non circoscrivendola alle solo aree rosse.

 

Frattanto c'è stato un nuovo rilevamento in Italia della ’variante nigeriana' di Sars-CoV-2, il mutante B1.525 individuato per la prima volta nel nostro Paese a Napoli in febbraio. La nuova identificazione è avvenuta a Brescia, dichiarata con la sua provincia zona ’arancione rafforzato' per una particolare diffusione della variante inglese. Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), ordinario di Microbiologia e microbiologia clinica all’università degli Studi bresciana e direttore del Laboratorio di Microbiologia dell’Asst Spedali Civili ne ha dato notizia. Oltre al sequenziamento genetico, "per la prima volta in Italia - annuncia l’esperto - abbiamo isolato il virus portatore di queste mutazioni, che preoccupano perché potrebbero conferire resistenza ai vaccini anti-Covid oggi disponibili".

 

Si tratta di "una variante rara - ricorda Caruso - Al momento sta evolvendo principalmente in Africa, in Nigeria" appunto, "ma ci sono una serie di osservazioni in tutto il mondo. Per ora pochi casi, che tuttavia stanno crescendo". Il suo arrivo a Brescia è stato intercettato "casualmente", nel corso dell’analisi di campioni biologici prelevati in da «un’ampia serie di pazienti di controllo". Il mutante è stato individuato in una persona Covid-positiva "di origine africana" e "la scoperta è stata immediatamente segnalata all’Ats che è subito partita con le attività di tracciamento. Bisogna infatti verificare se si tratta di un caso isolato, ossia se è stato questo paziente a portare la variante sul territorio, o se già sta circolando", precisa il numero uno dei virologi italiani, assicurando che "l’obiettivo è fermare al più presto qualunque tipo di diffusione" del mutante.