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Covid, vaccino italiano Takis. Al via la sperimentazione: prime dosi ai volontari

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Vaccino italiano Takis, parte la sperimentazione. I primi volontari hanno ricevuto la dose del vaccino anti-Covid italiano messo a punto dall'azienda con sede a Castel Romano. Si tratta del primo siero a Dna che ha raggiunto la fase clinica della sperimentazione.

La fasi I, da quello che si apprende, vedrà coinvolti 80 volontari divisi in 4 gruppi ai quali verrà somministrata la dosem con o senza richiamo. La fase 2 invece raggiungerà 240 persone alle quali verranno iniettate le dosi che risulteranno più promettenti dopo la prima tornata di test. Il vaccino a Dna rappresenta un'innovazione - spiegano da Takis - rispetto ad altre versioni. "Il Dna ci consente di evitare la catena del freddo nello stoccaggio e nel trasporto", afferma Luigi Aurisicchio, Ceo e direttore scientifico di Takis.

Ad occuparsi del trattamento dei primi soggetti che riceveranno le dosi e della verifica dei risultati è l'ospedale San Gerardo di Monza.  La prima somministrazione è avvenuta oggi, 1 marzo, nel Centro Ricerche di fase I diretto da Marina Cazzaniga, oncologa presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca. Il Takis è un vaccino sviluppato interamente in Italia e che si avvale anche di un consorzio di centri clinici nazionali per la fase I e la fase II della sperimentazione clinica. Allo studio partecipano l'Istituto Nazionale dei Tumori Irccs Fondazione Pascale di Napoli, l'Istituto Nazionale delle Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e l'Ospedale San Gerardo di Monza in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano-Bicocca.

 

Intanto arrivano novità anche per il vaccino Astrazeneca. Lorenzo Wittum, amministratore delegato di AstraZeneca Italia, a Buongiorno, su Sky Tg24, ha parlato della possibilità che il vaccino  possa essere utilizzato in Italia anche sulle persone con più di 65 anni: "Siamo in contatto con l’Aifa con la quale c’è una collaborazione molto aperta. Questa è una decisione che deve prendere Aifa di concerto con il ministero della Salute, ma abbiamo dalla Scozia dati aggiuntivi che possono essere utili. In Francia e in Germania si sta già valutando questa ipotesi, vedremo nei prossimi giorni".

Anche Papa Francesco ha lanciato un appello sui vaccini tramite il profilo Twitter. "Chiedo ai responsabili degli Stati, alle imprese, agli organismi internazionali, di cooperare nella ricerca di una soluzione per tutti al Covid: vaccini per tutti, specialmente per i più vulnerabili e bisognosi del Pianeta".