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Giancarlo Siani, il giornalista ucciso per le indagini sulla Camorra. E' ancora mistero sugli esecutori materiali

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Giancarlo Siani è uno dei simboli della lotta alla Camorra. Il giornalista napoletano venne ucciso il 23 settembre del 1985 per le sue inchieste giornalistiche sulla criminalità organizzata campana. Secondo le sentenze dei processi che si sono susseguiti negli anni per un articolo del 10 giugno 10985 nel quale riferiva che l'arresto del boss Valentino Gionta era stato possibile solo grazie al tradimento degli storici alleati della famiglia Nuvoletta.

 

Uno "sgarbo" che il giornalista pagò con la vita. Il 23 settembre di quell'anno, appena giunto sotto casa con la sua Citrioen, venne ucciso. Gli spararono almeno due persone quando ancora era seduto sul sedile di guida. Fu colpito 10 volte alla testa. L'agguato avvenne alle 20.50 circa, sotto la sua abitazione nel quartiere napoletano dell'Arenella. Il giorno dell'agguato Siani  telefonò al suo ex-direttore dell'Osservatorio sulla Camorra, Amato Lamberti, chiedendogli un incontro per parlargli di cose che "è meglio dire a voce". Non si è però mai saputo di cosa si trattasse e se il giornalista avesse iniziato ad avere paura per qualche minaccia ricevuta. Il 15 aprile del 1997 la seconda sezione della corte d'assise di Napoli condannò all'ergastolo i mandanti dell'omicidio (i fratelli Lorenzo e Angelo Nuvoletta, e Luigi Baccante) e i suoi esecutori materiali (Ciro Cappuccio e Armando Del Core). In quelle sentenze venne individuato come mandante il boss Valentino Gionta. La sentenza è stata confermata dalla Corte di Cassazione, che però dispose per Valentino Gionta il rinvio ad altra Corte di Assise di Appello: si è svolto un secondo processo di appello che il 29 settembre del 2003 l'ha di nuovo condannato all'ergastolo, mentre il giudizio definitivo della Cassazione lo ha definitivamente scagionato per non aver commesso il fatto. Nel 2014 è uscito un libro inchiesta del giornalista napoletano Roberto Paolo che ha sollevato dubbi sugli esecutori materiali indicati nelle sentenze indicando altri nomi. 

Questa sera, 24 febbraio, su La 7 andrà in onda alle 23 il film di Dino Risi Fortapàsc che è tratto proprio dalla storia di Giancarlo Siani.