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Raffaele Cutolo, il boss dei misteri. La Nuova Camorra Organizzata e il suo ruolo per liberare Ciro Cirillo

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Lo chiamavano "o' Professore". Un soprannome che nacque in carcere, la dimensione con la quale Raffale Cutolo, il fondatore della Nuova Camorra Organizzata, ha dovuto fare i conti per larghissima parte della sua vita. Il boss è morto a Parma il 17 febbraio scorso a 79 anni e per anni la sua figura è stata centrale all'interno della criminalità organizzata campana e non solo. La sua leggenda nasce nel 1963 quando uccide a coltellate un uomo che aveva fatto un apprezzamento di troppo alla sorella Rosetta, figura che negli anni del grande potere di Cutolo poi assumerà un ruolo centrale nell'organizzazione criminale. Si costituisce e vene condannato prima all'ergastolo poi a 22 anni che iniziò a scontare nel carcere di Poggioreale. Lì inizia la sua scalata e l'idea di una nuova organizzazione. Pian piano Cutolo diventa il protettore dei detenuti. Nel 1970 esce per decorrenza dei termini e si dà alla latitanza.

Viene catturato di nuovo e l'anno successivo inizia a ideare in carcere la Nuova Camorra Organizzata. Un'organizzazione piramidale simile alle organizzazioni siciliane e calabresi con una forte impronta "ideologica" e meridionalista, Nel 1977 la Corte di Appello gli riconosce l'infermità mentale che lo porterà nell'ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa da cui evade l'anno dopo con una carica di nitroglicerina piazzata a squarciare le mura dell'edificio. Durante questa latitanza si infittiscono i rapporti con la malavita lombarda di Renato Vallanzasca e Francis Turatello e con la banda della Magliana. L'organizzazione attraverso la droga e il controllo degli appalti si espande sempre di più. Nel corso della latitanza, ha avuto una relazione con Lidarsa Bent Brahim Radhia, una donna tunisina. Dalla relazione nascerà Yosra. Il 15 maggio 1979, Cutolo viene catturato in un casolare ad Albanella in provincia di Salerno.

Ma dopo il terremoto dell'Irpinia nel 1980 la sua organizzazione riesce a controllare parte della ricostruzione. Ma la sua carriera criminale è stata caratterizzata dallo scontro con la Nuova Famiglia. L'alleanza messa in piedi dal clan Nuvoletta di Marano per contrastare l'ascesa de O' Professore. Una guerra che lascerà caduti in strada decine di uomini da entrambe le parti. Di Cutolo si è parlato a lungo anche dei suoi presunti rapporti con i servizi segreti. Il suo ruolo di presunto intermediario per la liberazione dell'assessore regionale Ciro Cirillo e quello, mai chiarito del tutto, per la liberazione di Aldo Moro. Tutti segreti che Cutolo si è portato nella tomba.

Nel 1982, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini chiede ed ottiene il trasferimento di Cutolo dal carcere di Ascoli Piceno ad un penitenziario di massima sicurezza, presso il carcere dell'Asinara, che fu riaperto esclusivamente per lui e dove trascorrerà un paio di anni come unico carcerato. Nel 1983 sposò Immacolata Jacone.  Il matrimonio venne celebrato dallo storico cappellano del carcere dell'Asinara. È stato rinchiuso in diverse carceri italiane: Novara, Terni, L'Aquila e Parma. Nel 2007 diventò di nuovo padre. La bambina viene concepita attraverso l'inseminazione artificiale, cui si sottopose la Jacone, grazie ad una speciale autorizzazione ottenuta nel 2001.

Alla leggenda di Raffaele Cutolo è inspirato il libro "Il Camorrista" di Giuseppe Marrazzo dal quale è tratto l'omonimo film di Giuseppe Tornatore uscito nel 1986. Anche la canzone di Fabrizio De André Don Raffaè (dall'album Le nuvole del 1990) è stata considerata un riferimento esplicito alla figura del boss di Ottaviano,

La storia del boss sarà al centro della puntata di Atlantide del 24 febbraio in onda alle 21.15 su La 7. Il programma di approfondimento si occuperà de O Professore con il conduttore Andrea Purgatori, Roberto Saviano e i magistrati Otello Lupacchini e Carlo Alemi.