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Siracusa, badanti uccisi: dopo 6 anni arrestato il figlio dell'anziano. I retroscena del caso

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Il caso tornerà alla ribalta anche stasera, mercoledì 24 febbraio 2021, nel corso della trasmissione Chi l'ha visto? su Rai3, in prima serata, condotto da Federica Sciarelli.

Una vicenda seguita passo passo dal programma e che ha avuto, dopo sei anni, una svolta la scorsa settimana con l'arresto a Pachino di Giampiero Riccioli, l’unico indagato per il duplice omicidio di Alessandro Sabatino e Luigi Cerreto, i due ragazzi campani che facevano da badanti al padre del ristoratore siracusano spariti nel nulla il 12 maggio del 2014.

 

 

 

La posizione di Riccioli si è aggravata dopo il ritrovamento di resti umani nel giardino della sua villa in contrada Tivoli, a dieci chilometri da Siracusa. Riccioli, secondo quanto riferito, ha assistito apparentemente tranquillo agli scavi nell’area della sua villa, ma quando ha capito che la verità stava per venire a galla, ha lasciato la zona di Tivoli tentando di far perdere le sue tracce. In un pozzo infatti sono stati trovati dei resti umani che apparterrebbero ad Alessandro Sabatino e Luigi Cerreto, i due collaboratori domestici che erano svaniti nel nulla nel maggio del 2014.

Sarà l’esame del Dna a stabilire se si tratta dei due badanti. È cominciata così la caccia a Riccioli da parte della polizia. Il ristoratore è stato fermato in una casa al mare di contrada Granelli, in territorio di Pachino. Le accuse sono quelle di duplice omicidio e occultamento di cadavere. 

 

 

Dalle dimensioni delle ossa ritrovate in fondo al pozzo il medico legale ha solo sostenuto che potrebbero essere comparabili a quelle di due giovani uomini, ma per il confronto sarà necessario l’esame del dna. Per gli inquirenti ci sono pochi dubbi. I resti ritrovati sarebbero quindi di Alessandro Sabatino, 40 anni, e Luigi Cerreto, 23 anni, casertani. Sabatino e Cerreto si erano trasferiti in Sicilia dove avevano trovato lavoro come badanti a casa del padre di Riccioli. Le indagini condotte dagli agenti della squadra mobile e della polizia scientifica, hanno fatto segnare una svolta dopo due giorni  nella villa di Giampiero Riccioli, figlio dell’anziano che i due casertani assistevano. I poliziotti, con la strumentazione georadar, hanno trovato quello che sembra un sacco, forse un lenzuolo, che avvolgeva una busta di plastica e degli indumenti. Tutto materiale che è stato prelevato con estrema cura e inviato nei laboratori della scientifica per tutti gli esami, da quello genetico alla tac e all’analisi al microscopio per cercare anche di capire come sono stati uccisi. L’attività coordinata dal dirigente della squadra mobile Gabriele Presti si è concentrata prima in un terreno vicino alla villa e poi all’interno della stessa casa dove i due vivevano con l’anziano. Secondo le ipotesi investigative ci sarebbero stati forti dissapori tra i due e il loro datore di lavoro. I casertani avrebbero discusso più volte con Riccioli perché avrebbero notato vari maltrattamenti nei confronti dell’anziano