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Caos Procure, lettera di 67 giudici a Mattarella: "Serve una commissione di inchiesta sullo scandalo"

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Caos Procure, 67 giudici inviano una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, anche nella sua veste di presidente del Consiglio superiore della magistratura. "Serve subito una commissione di inchiesta", chiedono i magistrati. "Il suo auspicio è rimasto inevaso", dicono i giudici, che invocano un intervento diretto da parte di Mattarella in quanto "lo scandalo continua a imperversare" e i "fatti emersi sono troppo gravi per restare inesplorati".

 

Una situazione per la quale "non possiamo rassegnarci all'inerzia", la cui unica soluzione "è una riforma", che passi attraverso un "sorteggio per i membri del Csm e la rotazione degli incarichi direttivi". Il tutto con l'obiettivo primario di "avviare un'azione di recupero della fiducia" nei confronti dei giudici, dopo quanto emerso nell'ambito dell'indagine sull'ex presidente dell'Anm, Luca Palamara, espulso nell'ottobre scorso dalla magistratura dopo l'indagine per corruzione concernente compravendite di sentenze e per fuga di informazioni all'interno del Consiglio superiore della magistratura. Una vicenda illustrata poi dallo stesso Palamara nel libro-intervista "Il Sistema. Potere, politica, affari: storia segreta della magistratura italiana", scritto dal direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti. Tra i firmatari ci sono il gip di Palermo Giuliano Castiglia, Clementina Forleo del Tribunale di Roma, Lorenzo Matassa di Palermo, Gabriella Nuzzi di Napoli.

 

"Al netto di ogni tentativo di strumentalizzazione, di cui siamo pienamente consapevoli, riteniamo che i fatti, come pubblicamente esposti dagli organi di informazione, siano troppo gravi per rimanere inesplorati e non verificati. Si avverte, inoltre, una profonda contraddizione rispetto all’esigenza di trasparenza e completa conoscenza di quanto risultante dagli atti. Ufficialmente, essi sono confinati nelle mani di poche Autorità; di fatto, però, sono nella disponibilità di tantissimi, a cominciare dai media. Così, in questo contesto delicatissimo, il rischio di un loro uso strumentale e distorto, condizionato da convenienze e scopi particolari, è straordinariamente grave», denunciano i 67 magistrati in un passaggio della lettera riportato dall'agenzia di stampa AdnKronos.