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Perugia. trans brasiliano finisce a processo per estorsioni e rapine sui clienti

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La vicenda è finita in tribunale a Perugia

Ale. Ant.
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Estorsione, rapina e furto, con la minaccia di usare le armi nei confronti di due clienti. Così un transessuale brasiliano di 39 anni, residente a Perugia, è finito sotto processo. Ieri la prima udienza. L’imputato, stando alle carte dell’inchiesta, adescava i suoi clienti, si faceva pagare la prestazione sessuale, poi sotto la minaccia di una lama li costringeva a dargli altri soldi. E la richiesta di denaro continuava, anche nei giorni successivi, fino a estorcere al malcapitato di turno quanto più si poteva. Due gli episodi contestati.

Vittima del primo è un perugino di 74 anni: il trans è riuscito a prendergli il libretto di circolazione su cui erano riportati i suoi dati, dal nome all'indirizzo. Al termine del rapporto sessuale si è fatto pagare la prestazione poi, sotto la minaccia di un'arma da taglio, lo ha costretto a dargli altri soldi. Tremila euro. Le richieste di soldi, sotto il ricatto di rivelare alla famiglia di quell'incontro fugace, sono continuate e il trans si è fatto consegnare in poche settimane altri 10 mila euro. Vittima dell'altro episodio è un uomo di 48 anni, anche lui del perugino. Era fermo davanti al cimitero di San Sisto quandosi è trovato il trans davanti che l'ha costretto a farlo salire in macchina e ad accompagnarlo a casa. Qui si è consumato l'atto sessuale.

Al pagamento della prestazione, si è aggiunta la richiesta di altri soldi sotto la minaccia di un taglierino. In due diversi sportelli bancomat sono stati prelevati 500 euro. La vittima più giovane, che si è costituita parte civile, è rappresentata dall'avvocato Dario Epifani. Ieri in udienza sarebbero spuntati anche dei precedenti specifici. 
“Il pm ha anche depositato due sentenze - fa sapere Epifani - per reati passati in giudicato simili a quelli per cui l’imputato è sotto processo a Perugia”.