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Padova, gli inutili banchi a rotelle: ancora imballati e abbandonati

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Ma dove sono finiti i famosi banchi a rotelle fortemente voluti dalla ministra Lucia Azzolina (M5S)? Dovevano aiutare a limitare la diffusione del Covid e invece non sono serviti praticamente a niente. In molte scuole sono arrivati in ritardo, quando le lezioni non solo erano ricominciate, ma addirittura già sospese di nuovo. In alcune province, invece, sono ancora imballati e accatastati, come ad esempio in quella di Padova.

E' stato tgpadova.it a dedicare un ampio servizio all'argomento con riprese che lasciano l'amaro in bocca. Le telecamere sono andate a scovare i banchi nei magazzini dell'amministrazione, ancora avvolti con la carta da trasporto, accatastati e naturalmente in disuso. Sono 560, oltre la metà del migliaio di banchi a rotelle acquistati all'inizio dell'anno scolastico su indicazione del ministero dell'Istruzione di Lucia Azzolina. Molti presidi degli istituti padovani, spiega il servizio, quando li hanno visti dal vivo li hanno respinti, non li hanno voluti. E' lo stesso vicepresidente della Provincia, Vincenzo Gottardo, a confermare che sono quasi seicento quelli tornati indietro e che ora l'amministrazione spera di poter in qualche modo ricollocare.

Le immagini del servizio confermano l'inutilità dei banchi, definiti "sedute innovative". I ripiani sono scomodi e non di semplice utilizzo, ma soprattutto sono piccoli. La giornalista, che prova a sedersi, spiega che è addirittura impensabile solo pensare di appoggiare un vocabolario. E Gottardo conferma che era chiaro sin dall'inizio che non sarebbero stati comodi né utili. Impensabile restare seduti otto ore su un banco del genere. Sono costati 150 euro l'uno e quindi l'ente nel complesso ha bruciato 84mila euro, soldi sprecati su indicazione del Ministero. La provincia di Padova sta pensando a come ricollocarli. Scartata l'ipotesi che vengano utilizzati nelle scuole, l'idea è addirittura quella di cederli alle associazioni di volontariato. Clicca qui per vedere il videoservizio di Tgpadova.it