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Governo, Draghi ha lasciato la casa di Città della Pieve per Roma. Nel pomeriggio le consultazioni

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Mario Draghi ha lasciato la sua abitazione di Città della Pieve per dirigersi a Roma dove nel pomeriggio di oggi, 8 febbraio, parte il secondo giro di consultazioni per la formazione del governo. L'auto dell'ex numero uno della Bce ha lasciato il casolare immerso nella campagna umbra intorno alle 9 meno un quarto e ha preso la strada della capitale. Dopo gli ultimi colloqui del primo giro con Lega e Movimento 5 Stelle, il premier incaricato ha passato il fine settimana in Umbria impegnato, probabilmente, a mettere a punto la strategia per mettere insieme l'esecutivo.

Alle 15, a Montecitorio, riprenderanno le consultazioni. Per oggi sono previsti gli incontri con le formazioni minori. Domani, invece, si entrerà nel vivo con i principali partiti. Per ora draghi ha incassato un solo no, quello di Giorgia Meloni e di Fratelli d'Italia. Tutti gli altri da Leu alla Lega sono disponibili a far partire il governo. Spetta a Draghi trovare un punto di equilibrio. Infatti la presenza della Lega sta agitando Leu, Pd e Movimento 5 Stelle. Diversi pentastellati stanno vivendo con disagio un'eventuale convivenza con Salvini e Forza Italia.

 

Intanto il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, in un'intervista a Il Tempo si dice convinto che "il nuovo Governo Draghi è nato per portare al voto".  "La cosiddetta operazione Draghi costituisce il fallimento della formula politica del centrosinistra in Italia. E' la conferma dell'incapacità di forze politiche cosiddette popolari, ovvero il M5S e il Pd - dice Musumeci - di stare insieme e di determinare una guida stabile e sicura per la nazione". E aggiunge: "Il Conte bis è caduto perché quella coalizione di centrosinistra che aveva assunto l'impegno con gli italiani di affrontare una fase difficile per il paese si è rivelata incapace".  Musumeci parla anche della disponibilità di Matteo Salvini di fare parte dell'esecutivo Draghi. "Non mi pare di avere colto in Salvini un atteggiamento di incoerenza - dice - Anche chi crede al sovranismo può non mettere in dubbio la funzione dell'Ue. L'Europa c'è ed è una realtà".