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Bolzano, coppia scomparsa. Le lacrime di Benno in carcere: "Mia mamma non c'è più"

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Appena gli hanno detto che il cadavere ripescato nell'Adige era quello della madre, Laura Perselli, è scoppiato in lacrime: "Non sono stato io, mia mamma non c'è più". Benno Neumair, in carcere perché sospettato di aver ucciso i genitori e gettato i loro cadaveri nel fiume, si dispera in carcere. Lo riferisce il Corriere della Sera che ha ascoltato l'avvocato Flavio Moccia che lo difende. "Non è nemmeno riuscito a finire la frase che è scoppiato a piangere". Lui è in carcere dal 28 gennaio e continua a dirsi innocente.

Il cadavere della madre, scomparsa insieme al marito Peter Neumair, da Bolzano il 4 gennaio scorso è stato ripescato nelle acque del fiume Adige nella giornata di sabato 7 febbraio dopo giorni di ricerche. Decisivo l'abbassamento delle acque per l'apertura di una diga che gestisce gli impianti idroelettrica della zona. Ora continuano le operazioni per trovare il corpo di Peter. Intanto il destino di Benno è legato a ciò che emergerà dalll'autopsia sul corpo della madre. Le acque fredde del fiume potrebbero aver preservato il cadavere e dunque potrebbero essere rimasti i segni di un'eventuale strangolamento. E' questa, infatti, l'ipotesi sulla quale lavorano gli investigatori. Stando a quanto riporta il corriere della sera Benno, che è in isolamento, non esce dalla cella nemmeno per l'ora d'aria. Avrebbe lasciato la cella solo per il fotosegnalamento.

Per la Procura è stato lui ad uccidere i genitori il 4 gennaio. Li avrebbe uccisi in casa, poco prima di cena per poi caricare i solo corpi senza vita in auto e dirigersi verso la casa della fidanzata che dista una ventina di chilometri dalla sua abitazione. Più o meno a metà strada si sarebbe fermato per gettare i corpi nelle acque dell'Adige da un ponte sul fiume dove, nei giorni successivi, sono stati ritrovati indumenti di Peter e tracce di sangue del padre.