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Covid, Aifa sugli anticorpi monoclonali: "Sì ai pazienti ad alto rischio". Si muovono le regioni

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Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, ha reso pubblico il parere della Commissione tecnico scientifica sull'utilizzo degli anticorpi monoclonali. La Commissione si è riunita in seduta straordinaria il 2, 3 e 4 febbraio e "pur considerando l’immaturità dei dati e la conseguente incertezza rispetto all’entità del beneficio offerto da tali farmaci", ha ritenuto a maggioranza "che in via straordinaria e in considerazione della situazione di emergenza, possa essere opportuno offrire comunque un’opzione terapeutica ai soggetti non ospedalizzati che, pur avendo una malattia lieve/moderata, risultano ad alto rischio di sviluppare una forma grave di Covid 19 con conseguente aumento delle probabilità di ospedalizzazione e/o morte. Si tratta, in particolare, di un setting a rischio per il quale attualmente non è disponibile alcun trattamento standard di provata efficacia". Il parere, consultabile sul portale istituzionale, è stato fornito per verificare le possibili modalità di utilizzo di tali farmaci all’interno del Servizio Sanitario Nazionale. Clicca qui per il parere Cts Aifa sugli anticorpi monoclonali.

Sugli anticorpi monoclonali si è espresso anche Matteo Bassetti, il responsabile di Malattie Infettive dell'Ospedale San Martino di Genova. Ha spiegato che "vanno somministrati nelle 72 ore dal manifestarsi della malattia. Non possiamo trattare tutti i malati di Covid così. Dovremo lavorare su una porzione di coloro che se prendono il Covid rischiano la vita. Penso alle persone immunodepresse, obese, affette da malattie respiratorie gravi. E devo dire che noi abbiamo una bella collaborazione con i medici di medicina generale". Relativamente alla Liguria ha spiegato che "nell'ambito programma realizzato con Alisa e Liguria DIgitale, insieme alla medicina territoriale possiamo intercettare il paziente a casa, portarlo in ospedale in day hospital, fargli l'anticorpo monclonale e rimandarlo a casa evitando che il paziente venga in ospedale e finisca in rianimazione o addirittura muoia". 

Anche la regione Veneto sta attivando a sua volta un tavolo sugli anticorpi monoclonali, in collegamento con la professoressa Tacconelli di Verona, che già sta sperimentando questo tipo di medicinali. E' stato il governatore Luca Zaia ad annunciarlo, ricordando che "non si tratta di semplici pastiglie per il mal di testa. E' una cura che ancor oggi si sta sperimentando e che adesso possiamo fortunatamente applicare. Sono flebo assistite, da utilizzare in ambiente medico, con un periodo di osservazione". Le regioni, dunque, si stanno muovendo per cercare di mettere il farmaco a disposizione soprattutto di chi è considerato a maggiore rischio.