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Vaccino, studio Lancet promuove il russo Sputnik V: è efficace al 91% (anziani compresi)

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Il vaccino russo anti Covid 19, lo Sputnik V, è efficace al 91%. Lo sostengono gli scienziati russi, sottolineando che è anche sicuro, stando ai primi risultati di uno studio avanzato che è stato pubblicato sulla rivista medica inglese The Lancet. I ricercatori spiegano che hanno coinvolto 20mila persone in autunno e che l'iniezione impedisce di ammalarsi gravemente di Coronavirus. Il farmaco ormai viene acquistato in tutto il mondo, in particolare dai Paesi più legati alla Russia. Dei 20mila partecipanti allo studio, tre quarti hanno ricevuto il vaccino, mentre un quarto il placebo. L'analisi ha dimostrato una elevata "efficacia, immunogenicità e un buon profilo di tollerabilità nei partecipanti di età pari o superiore a 18 anni". Queste le parole di Inna Dolzhikova, coautrice dello studio, del russo Gamaleya National Research Center for Epidemiology and Microbiology.

Come scritto la ricerca ha coinvolto 20mila persone di età superiore ai 18 anni in 25 ospedali di Mosca tra i mesi di settembre e novembre. Chi è stato vaccinato ha ricevuto due dosi a distanza di 21 giorni una dall'altra. Molto blandi gli effetti collaterali: sintomi simili all'influenza, dolore nell'area dell'iniezione, affaticamento. Molto rari gli effetti collaterali che tra l'altro sono avvenuti anche nel gruppo dei placebo. Quattro i decessi, anche se nessuno è stato considerato collegato al vaccino. Nell'analisi, inoltre, più del 10% delle persone coinvolte aveva oltre 60 anni, 2.100 circa. Il vaccino è efficace al 92% per questa fascia d'età.

Gli studi stanno continuando anche se a dicembre il ministero della Sanità ha annunciato che ridurrà la prossima dimensione delle persone coinvolte, da 40mila a 31mila. Intanto l'Ungheria ha ricevuto la prima fornitura: 40mila dosi che consentiranno di vaccinare 20mila persone. Tra i paesi dell'Unione Europea le autorità sanitarie ungheresi sono state le prime ad approvare il vaccino il 21 gennaio. Manca solo l'ok definitivo per la messa in circolazione. In tre mesi l'Ungheria riceverà un milione di dosi.