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Lecce, il Papa chiama la mamma di Eleonora, uccisa con il fidanzato: "Non perdonerò mai il killer"

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Una telefonata per alleviare un dolore immane dopo una richiesta di conforto. Papa Francesco ha telefonato alla mamma della ragazza uccisa a coltellate a Lecce, assieme al suo fidanzato, la sera del 21 settembre 2020 nell’appartamento un cui avevano iniziato a convivere. Ne dà notizia oggi La Gazzetta del Mezzogiorno. Per il duplice omicidio è imputato Antonio De Marco, 21 anni, di Casarano (Lecce), portato in carcere dai carabinieri a distanza di una settimana dal massacro.

 

 

"Abbiamo parlato per sette minuti, erano le 16.45. Non me lo aspettavo. Sua Santità è stato molto sereno, ha detto che mi è vicino. Ha ripetuto più volte: quanto è brutto quello che è successo... Mi ha ringraziato per la lettera, mi ha detto che da oggi in poi Eleonora e Daniele saranno nelle sue preghiere" ha rivelato Rossana Carpentieri, mamma di Eleonora, a La Gazzetta del Mezzogiorno. Sempre al quotidiano pugliese ha rivelato che "non perdonerà mai" il killer perché "mi è stata tolta la figlia prediletta, senza alcun motivo, e anche Daniele, che per me era come un figlio, le due persone più care che avevo".

 

 

La mamma della ragazza uccisa aveva scritto una lettera al Pontefice e al presidente della Repubblica, lo scorso 22 gennaio per chiedere conforto e la forza necessaria a superare il dolore: "Due ragazzi splendidi, buoni, generosi e altruisti che avevano un legame stupendo tra loro, che si traduceva in un amore profondo", ha scritto la donna. "Proprio questa loro unione intima e affettiva ha fatto scatenare le mani assassine che hanno voluto porre fine, senza alcun motivo, a un amore vero e puro che generava tanta felicità e che presto sarebbe stata coronata dal matrimonio". "Santo Padre, mi rivolgo a Voi - si legge ancora nella lettera - con la stessa serenità di devozione che sento per San Francesco, perché se non è stato possibile in nessun modo fermare le mani funeste dell’assassino, teniate almeno in viva considerazione nelle vostre preghiere in modo particolare" i due ragazzi "e rivolgiate a me, ormai sola, un gesto di consolazione".