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Social e minori, il Garante apre fascicolo anche su Facebook e Instagram dopo la morte della bambina di dieci anni

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Dopo la drammatica vicenda della bambina di Palermo morta a soli dieci anni, soffocata a causa del folle gioco Blackout Challenge (restare il più possibile senza respirare), si allarga l'intervento del Garante per la protezione dei dati personali a tutela dei minori. Oltre al blocco imposto su Tik Tok (che in linea teorica deve essere certo dell'età degli iscritti), l'autorità ha aperto fascicoli anche per Facebook e Instagram. Vuole che vengano fornite le informazioni per cercare di comprendere quali e quanti profili aveva la minore e come era possibile che si fosse iscritta nonostante avesse soltanto dieci anni.

Il Garante vuole avere precise indicazioni sulle modalità di iscrizione, dopo che diverse testate hanno riportato la notizia che la ragazzina aveva aperto alcune utenze su entrambi i social. Entro quindici giorni Facebook dovrà dare spiegazioni. Il social ha assicurato che collaborerà pienamente con l'Autorità del Garante per la privacy. Intanto in questo "tragico momento" ha voluto inviare le sue "più sentite condoglianze alla famiglia della piccola". Ed ha sottolineato che la "sicurezza e la privacy sono le più grandi priorità per Facebook e Instagram".

Sono stati in molti, intanto, a partecipare martedì 26 gennaio ai funerali della piccola. E' stato l'arcivescovo Corrado Lorefice a celebrare la messa a cui ha partecipato una folla commossa che si è raccolta davanti alla chiesa in attesa del feretro. I familiari hanno portanto in spalla la piccola bara bianca, mentre venivano esplosi botti e liberati palloncini bianchi e rosa. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha parlato di un vero e proprio dramma per l'intera città, condividendo il dolore della famiglia e di quanti conoscevano la bimba. Ma il primo cittadino ha voluto sottolineare anche che l'enorme potenzialità del social "ha fatto scoppiare una tragedia che invita tutti alla riflessione di questo strumento".