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Omicidio Roberta Siragusa, in un video l'auto del fidanzato Pietro più volte nel luogo del ritrovamento del corpo

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Provvedimento di fermo per omicidio volontario e occultamento di cadavere spiccato dalla procura di Termini Imerese, in provincia di Palermo, nei confronti Pietro Morreale, accusato di aver ucciso, bruciato e gettato in un dirupo sui monti attorno al comune di Caccamo la fidanzata Roberta 
Siragusa
nella notte fra sabato e domenica. Oggi è in programma l’autopsia sul corpo della vittima, un passaggio decisivo per completare il mosaico di quella tragica notte, per capire l’orario e la causa della morte. Due elementi che potrebbero aggravare la posizione di Morreale, già alle prese con una versione - secondo gli inquirenti - incongruente e priva di riscontri. A cominciare dal video di sorveglianza di una villetta che immortala i quattro passaggi in meno di un’ora dell’auto di Morreale sulla strada dove poi lo stesso ragazzo, la mattina di domenica, ha condotto e indicato ai carabinieri dov’era il corpo di Roberta.

Un doppio passaggio che - riferisce LaPresse -  il ragazzo non ha mai menzionato, sostenendo invece in una telefonata poco dopo le 2 di notte ad un amico di essere quasi a casa e di voler giocare on line con lui ad un videogioco. Cosa mai avvenuta. Invece, le telecamere registrano un primo passaggio della Punto alle 2.37 e un primo ritorno indietro alle 2.43. Il secondo viaggio verso il burrone con la stessa automobile avviene alle 3.28 con rientro alle 3.40. Una bugia, quella dell’orario di rientro, raccontata anche alla madre di Roberta che ha chiamato Pietro alle 6,30 di domenica preoccupata per l’assenza della figlia. Alla madre di Roberta, Pietro ha assicurato di aver accompagnato la figlia a casa alle 2.10 prima di rincasare anche lui.