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Omicidio Yara, Bossetti: "non ho ucciso e lo dimostrerò". La Cassazione accoglie il ricorso sull'esame dei reperti

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Massimo Bossetti, condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio della 13enne di Brembate, ha commentato il verdetto della Corte Suprema che oggi ha deciso di annullare con rinvio le ordinanze con cui la Corte d’assise di Bergamo aveva respinto come inammissibile la richiesta dei difensori dell’imputato di accedere ai reperti, tra cui i 54 campioni di Dna dimostratasi la prova regina nei processi e gli abiti della vittima

 

"Non ho mai perso la speranza, sono sempre stato convinto che la giustizia mi darà ragione. Credevo che già i giudici dell’appello ci avessero concesso la perizia sul Dna, con la decisione della Cassazione ora potremo analizzare quei campioni genetici che dimostreranno che io non ho ucciso Yara", ha affermato Massimo Bossetti, parole riportate dall’Adnkronos confidate all’avvocato Claudio Salvagni che, come il suo assistito, ha vissuto con "ansia e speranza" questo periodo. La decisione di oggi è decisiva in vista di una eventuale richiesta di revisione del processo.