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Covid, il negazionista ricoverato ora si pente: "Non avevo capito niente. E' tutto vero. Lo vivo sulla mia pelle"

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"Sul Covid non avevo capito niente oppure non volevo capire. Rifiutavo inconsciamente l'idea che questa pandemia fosse grave, minimizzavo culturalmente l'emergenza sanitaria. Mi sbagliavo. Appena arrivato in ospedale, prima di andare in camera, ho visto passare davanti a me sette codici rossi, sette persone gravissime che avevano la precedenza. Lì, in quel momento, mi sono detto che ero stato fuori dal mondo, cieco di fronte alla realtà. Sono attaccato all'0ssigeno ma respiro ancora male per la polmonite”. L'ex negazionista si chiama Daniele Egidi, ha 54 anni, è di Fano. La sua storia l'ha raccontata a Il Resto del Carlino e ora ammette che sottovalutava la pandemia: viveva fuori dal mondo. Dopo il contagio e sette giorni di febbre, la saturazione è scesa ed è stato necessario il ricovero a Pesaro per una polmonite bilaterale. Adesso ammette che forse anche se è brutto dirlo "per rendersi conto davvero di ciò che stiamo vivendo, bisogna passarci. Ho visto che non c’era nulla di inventato in quelle immagini televisive degli ospedali stracolmi, delle terapie intensive al collasso, degli ospedali da campo, della gente che muore. Sto cercando di capire perché rifiutavo di accettare l’allarme per il Covid-19". E ancora: "Forse non condividevo la gestione dell’emergenza, pensando che ci fosse un altro modo e questo mi portava a non dare reale importanza alla pandemia. E poi sminuivo il lavoro sanitario, quei medici e infermieri che come palombari curavano i malati. Li credevo più o meno attori magari inconsapevoli di una generale messinscena. Invece è tutto vero". Ora sta meglio, ma fatica ancora a respirare, ricoverato in ospedale, sugli operatori sanitari ha ovviamente cambiato idea: "Vederli impegnati allo spasimo per noi, a loro rischio, visto che anche oggi 4 infermieri sono risultati positivi, è una sensazione straordinaria. Mi si è spalancato un mondo che nemmeno immaginavo, qui tutto segue una logica e un suo percorso. Se posso dare un giudizio a quello che sto vivendo qui dentro, dico non sempre va messo in discussione quello che ci capita, bisogna fidarci e affidarsi agli altri. Io non mettevo la mascherina fuori dal lavoro, la ritenevo inutile, una recita anche se non avevo comportamenti contrari alla legge".