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Alberto Genovese, parla la ragazza stuprata: "Temevo di morire, sono felice che sia in carcere". Il ricordo di dolori, manette, droga e violenza

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"Temevo di morire. Lui mi diceva di pippare e sono contenta che ora sia in carcere a San Vittore. Lo denuncerei di nuovo". E' il sunto dell'intervista esclusiva alla ragazza vittima della violenza sessuale costata l'arresto all'imprenditore milanese Alberto Genovese, pubblicata dal Corriere della Sera. La ragazza è molto giovane e si deve ancora diplomare. Era già stata un paio di volte alle feste di Terrazza Sentimento e a parte l'uso smodato di cocaina, secondo lei non c'era niente di strano. Spiega che intorno alle 22 ha perso la memoria dopo aver assunto volontariamente una sostanza passata proprio dall'imprenditore. “Solo dopo l’arresto - spiega - ho saputo quello che era accaduto". Si sovrappongono i ricordi "i dolori, le manette, lui che si comportava in modo violento e voleva ancora costringermi ad assumere droga. Pippa, diceva. Ho capito che ero in pericolo di morte e ho mandato messaggi alla mia amica". La ragazza si dice ferita dai giudizi della gente: "Hanno detto che sono una escort. Io non ho mai fatto niente del genere (...) E' come se volessero farmi pentire di aver denunciato (...) Non c’è soddisfazione maggiore per me di vedere quell’uomo a San Vittore per causa mia". E smentisce l'esistenza di una trattativa per un presunto risarcimento: "Non ci sono trattative in corso”.