Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Alberto Genovese, foto dei rapporti sessuali come trofei. Le immagini delle donne inviate agli amici: corpi violati ridotti a bottino. Numerosi testimoni

  • a
  • a
  • a

Le foto delle ragazze con cui aveva avuto rapporti sessuali erano considerate veri e propri trofei. Scambiate in chat con gli amici più stretti, ma inevitabilmente rilanciate da questi ad altri smartphone e ad altri ancora. Forse fino a diventare anche materiale a disposizione degli inquirenti che intanto stanno lavorando su due cellulari e altrettanti tablet sequestrati ad Alberto Genovese, l'imprenditore arrestato per il presunto stupro di una diciottenne nella sua casa di Milano e indagato per una possibile violenza sessuale a Ibiza. E' il Corriere della Sera a fare il punto dell'inchiesta e a spiegare che i "corpi violati" erano "ridotti a bottino che il 43enne umiliava e condivideva con altri predatori sessuali". Il traffico delle immagini è stato raccontato da numerosi testimoni che sono stati ascoltati nelle scorse settimane dagli inquirenti. Intanto sono sotto analisi addirittura 400 gigabyte di video, documenti e foto che potrebbero nascondere altri casi di violenza sessuale. Le telecamere a circuito chiuso nella notte del presunto stupro, invece, hanno filmato l'imprenditore ininterrottamente per venti ore e non mostrano soltanto la violenza, ma anche quando Genovese con il suo cellulare immortalava la diciottenne nuda e priva di sensi sul suo letto.