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Piter: "Ha cominciato Katia". Poi descrive il massacro

Luca Serafini
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Omicidio di Katia, per la prima volta Piter Polverini di San Giustino ha raccontato davanti al giudice la sua versione dei fatti. Stando al 25enne, la donna avrebbe preteso con insistenza più dei 10 euro concordati prima dell'incontro sessuale. Al rifiuto del ragazzo (che, dice, non aveva altro denaro), lei lo avrebbe messo alle strette minacciandolo di raccontare tutto ai genitori, in giro e perfino di denunciarlo, producendosi dei graffi per simulare un'aggressione. Sempre il Polverini sostiene che sarebbe stata la donna a spingerlo e colpirlo per prima. Poi sarebbe scattato il raptus. Con i pugni al volto fino a stordirla, quindi le martellate quando era a terra. "La colpivo e mi proteggevo col braccio dagli schizzi di sangue", ha detto descrivendo la terribile scena. "L'ho rotolata nel fosso e non so se era ancora viva". Una versione, questa, che non può essere contraddetta da chi non c'è più. Per avere elementi di giudizio maggiori, il gup Ponticelli ha deciso di affidare due perizie: una psichiatrica e una medico legale. Nell'udienza al tribunale di  Arezzo è stato consentito a Polverini di vedere il suo  cane Cristal. Prossima udienza il 4 aprile.