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Covid, drammatico allarme dei cardiologi: "Rischiamo più morti per infarto che per il virus"

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L'emergenza Covid 19 sta facendo saltare anche gli equilibri della cardiologia italiana. L'allarme arriva dalla Federazione degli oncologi, cardiologi e ematologi (Foce) che segue ogni giorno 11 milioni di cittadini. I medici denunciano la gravissima situazione che si sta determinando negli ospedali a danno dei pazienti cardiologici: "Dalla Lombardia alla Sicilia vengono ridotti i posti letto cardiologici per fare posto ai pazienti Covid, addirittura vengono chiuse intere unità di terapia intensiva cardiologica e convertite in terapie intensive Covid". Durissima la conclusione della Foce: "Il rischio è di avere nelle prossime settimane più morti per infarto che per Covid". Gli specialisti spiegano che l'infarto è tempo-dipendente. Occorre che le strutture siano operative. Il vicepresidente della Federazione, Ciro Indolfi, e il segretario, Francesco Romeo, ribadiscono che la "tempestività dell'intervento fa la differenza fra la vita e la morte". Per ogni dieci minuti di ritardo nella diagnosi e nel trattamento di un infarto miocardico grave, la mortalità aumenta del 3%. Se l'intervento è successivo ai 90 minuti dall'esordio dei sintomi, la mortalità può quadruplicare.