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Farmaco anti Covid, tre anticorpi selezionati su 5mila. Uno è di Stefano Scaramelli: "Emozione straordinaria"

Giuseppe Silvestri
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Farmaco monoclonale anti Covid disponibile a partire dal mese di marzo. La notizia è stata confermata dallo scienziato Rino Rappuoli ieri (12 novembre) a Firenze, dove è stato premiato con il Pegaso d'oro (riconoscimento della Regione Toscana) insieme al presidente di Toscana Life Sciences, Fabrizio Landi. Alla cerimonia era presente Stefano Scaramelli, vicepresidente del consiglio, particolarmente emozionato perché tra i 5mila campioni di sangue analizzati per la scelta dell'anticorpo su cui lavorare, ne sono stati selezionati tre ed uno era il suo. Lo ha confermato lo stesso Rappuoli, spiegando che "era uno dei tre migliori che abbiamo trovato. Ma non potremo mai dire ad alcuno quale è quello che abbiamo scelto alla fine". Il consigliere regionale Scaramelli la scorsa primavera contro il Covid ha lottato per 49 lunghi giorni, insieme alla moglie e alla figlia. “Per me è una gioia essere a questa premiazione - ha dichiarato - e non solo come rappresentante istituzionale ma per aver creduto nel progetto in tempi non sospetti, mettendo il mio sangue a disposizione, consapevole che ci potevamo regalare un sogno. Sapere che uno dei tre anticorpi isolati, su oltre 5.000, oggi in fase di clonazione e produzione, sia il mio è una emozione straordinaria che dà senso compiuto a quella donazione e forse anche a quei lunghi 49 giorni di malattia”.

Oltre a Scaramelli alla cerimonia erano presenti il presidente del consiglio regionale, Antonio Mazzeo; il governatore della Regione Toscana, Eugenio Giani; l'assessore regionale alla sanità, Simone Bezzini. Su Rappuoli e Landi, il vicepresidente Scaramelli ha sottolineato che “al loro ingegno va il Pegaso d’oro, la massima onorificenza della Regione Toscana. La speranza che il farmaco costruito con gli anticorpi monoclonali estratti dal sangue donato dai guariti sia quanto prima disponibile e pronto per sconfiggere il Coronavirus, dimostra l’importanza di investire nella ricerca su cui dovremo sempre più puntare con risorse importanti. Come ha sottolineato Rappuoli, scienziato di fama internazionale, non c’è solo il Covid da sconfiggere ma anche tante altre sfide da vincere. E per farlo l’unica arma che abbiamo è la ricerca. Personalmente ho portato avanti questa tesi in tempi non sospetti e difeso negli ultimi anni l’importanza degli investimenti in Toscana Life Sciences, la Silicon Valley toscana che ha sede a Siena e da cui, insieme a Menarini e con la collaborazione delle prime settimane di diffusione del virus dell’Istituto Spallanzani, è nata e si è sviluppata la ricerca di anticorpi monoclonali capaci di neutralizzare il Sars-Cov-2”.