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Vaccino Covid, la sveglia di Silvio Garattini: "Non siamo attrezzati per conservarlo. E la Pfizer fornisca i dati completi se vuole fiducia"

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"Le industrie farmacologiche stanno facendo la corsa al vaccino, ma senza risposte certe e concrete, si rischia solo di creare una falsa impressione". E' il richiamo alla realtà di Silvio Garattini, 91 anni, fondatore e presidente dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, che riporta istituzioni e cittadini con i piedi per terra dopo l'annuncio dell'azienda Pfizer. In una lunga intervista a La Repubblica spiega che "siamo tutti in attesa del vaccino. Ma prima di fare festa servono dati e risposte precise se vogliamo conquistare la fiducia della popolazione". La corsa tra le aziende a chi arriva prima è "sotto gli occhi di tutti. Se non abbiamo risposte certe e concrete, si rischia di creare una falsa impressione nella popolazione, rafforzata dai negazionisti, ossia che si stia accelerando troppo e che questi risultati non siano degni di fiducia, cosa che dobbiamo conquistare o si rischia che i vaccini non vengano accettati".

Garattini entra nei dettagli: "Parlano di una percentuale di protezione molto alta, addirittura del 90 per cento. Se fosse così saremmo contentissimi. Ma sono dati definitivi o parziali? E poi, chi è stato esattamente trattato? La popolazione era giovane e sana? E quanti sono gli anziani testati e quelli con patologie gravi? Non lo sappiamo. Ed è noto che i vaccini hanno meno efficacia in questa categoria di persone perché con meno risposte immunitarie rispetto ai giovani". Ma non è tutto. Se funzionasse dovremmo attrezzarci per conservarlo a meno 80 gradi e non lo siamo: "No che non lo siamo ed è chiaro che questo ritardo complica le cose. Ma questo pone un altro tema decisivo. Non possiamo pensare di improvvisare come si fa abitualmente nel nostro Paese. Non siamo nemmeno riusciti a far partire la campagna antinfluenzale. Dobbiamo muoverci per tempo. Così come bisogna lavorare con grande anticipo sull’elenco delle fasce a cui il vaccino va somministrato per primo".