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Covid, virus mutato nei visoni, i pericoli per l'uomo e i rischi per il futuro vaccino. Il professor Sergio Abrignani ha spiegato perché

Marianna Castelli
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Ha destato notevole preoccupazione la notizia della mutazione del Covid 19 avvenuta nei visoni, ufficializzata dalla Danimarca. Dodici persone hanno già contratto il Covid mutato. Diversi comuni sono stati dichiarati zona rossa e si può uscire o entrare soltanto per gravi motivi. Tutti i residenti saranno sottoposti a tampone, oltre 15 milioni di visoni, che in quell'area vengono allevati, saranno uccisi e i proprietari rimborsati completamente dal governo.

Perché il rischio di una variazione del virus è considerato estremamente pericoloso? Perché gli allevamenti intensivi vengono definiti bombe virologiche? La prima ministra danese, Mette Frederiksen (nella foto sopra) ha spiegato che si tratta di una "situazione estremamente grave". Secondo le autorità danesi la  variante del virus trasmessa dai visoni è così preoccupante addirittura da sollevare dubbi sul possibile funzionamento di un futuro vaccino. La stima del ministero per la salute pubblica e le malattie infettive: il 5% delle infezioni da Covid nella regione settentrionale dello Jutland sono da Covid mutato. Il ministro della salute Magnus Heunicke ha puntualizzato che il virus è stato individuato in cinque diversi allevamenti di visone e le persone contagiate, pur non essendo malate in maniera grave, non rispondono nella formazione di anticorpi. Lo Statens Serum Institut sostiene che "nel peggiore dei casi rischiamo che la pandemia ricominci da capo in Danimarca".

Perché gli allevamenti intensivi sono pericolosi? Il Corriere della Sera lo ha chiesto all'immunologo Sergio Abrignani, docente ordinario di Patologia generale all’Università Statale di Milano che ha spiegato che il Coronavirus ha la caratteristica di fare il salto di specie. Evidentemente nel caso dei visoni ha trovato "una situazione estremamente fertile, avendo bisogno di tantissimi ospiti tutti vicini". Gli animali sono migliaia nelle gabbie, accatastati e il virus replica continuamente e più lo fa "più possono generarsi mutazioni che possono diventare vincenti per il virus stesso e sfavorevoli per noi". Abrignani considera valide le scelte assunte dalle autorità danesi per combattere la mutazione perché ai visoni non può essere imposto il lockdown e se tra le mutazioni ne emergesse una che vanifica il lavoro degli "anticorpi neutralizzanti, quelli che vogliamo indurre con un vaccino, allora sarebbero dolori. E' una misura preventiva dolorosa (l'uccisione di 15 milioni di esemplari, ndr) ma necessaria".

Sempre al Corriere della Sera, il professore ha spiegato che se il virus può riprodursi in modo incontrollato e in un ambiente favorevole, in pochi mesi si potrebbe selezionare "nella specie umana il virus cattivo, quello che resiste alla vaccinazione. Il rischio non è reale per ora, è solo teorico, ma si basa sull’esperienza che abbiamo con altri virus".

Il governo danese ha ovviamente informato l'Organizzazione mondiale della sanità che chiaramente vuole approfondire e capire meglio la situazione.