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Covid, 31 pazienti su 100 colpiti anche da trombosi. Lo studio dell'Alt e l'uso dei farmaci

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Complicazioni da trombosi per 31 pazienti su 100 colpiti da Covid 19. L'uso dei farmaci antitrombotici a dosaggio elevato rispetto quello attuale, ha avuto impatto positivo sui pazienti che sono ad alto rischio. E' questa l'estrema sintesi di uno studio portato avanti da Alt, l'Associazione per la lotta alla trombosi e alle malattie cardiovascolari. Nella prima ondata era già emerso un legame diffuso fra l’infezione e l’aumento del numero dei pazienti colpiti da complicanze da trombosi. In questa direzione si è mossa dunque l’analisi scientifica del professor Sergio Coccheri, socio fondatore di alt e clinico fra i più esperti del mondo nel campo della trombosi, che ha esplorato la relazione fra infezione da Covid-19 e il sistema della coagulazione del sangue.

Il professor Coccheri spiega che "capire i meccanismi che attivano il sistema della coagulazione del sangue è fondamentale per comprendere quale relazione pericolosa esista fra le infezioni e le malattie causate da trombosi, venose o arteriose come infarto del miocardio, ictus cerebrale, ischemia, trombosi venose, embolia polmonare. La trombosi si verifica spesso nei pazienti colpiti da infezioni gravi che portano a sepsi, ma con meccanismi diversi rispetto a quelli con i quali si manifesta nei micro vasi e - nello specifico - nei pazienti colpiti da Covid 19. In questi pazienti infatti si verifica uno stato infiammatorio molto esteso che provoca una massiccia attivazione del sistema della coagulazione. In particolare vengono coinvolti l’endotelio, che a causa delle sostanze liberate dal sistema immunitario eccitato dal virus, si infiamma; le piastrine che accorrono per prime a spegnere l’incendio sulle pareti dei vasi colpiti; i fattori della coagulazione che attivati dalle piastrine costruiscono il trombo con l’intenzione di guarire la parte malata; il sistema della fibrinolisi che provvede a sciogliere il trombo una volta che questo abbia completato il lavoro di guarigione della parete del vaso colpito".

Il meccanismo della coagulazione è molto sofisticato e ha lo scopo e la capacità di guarire i tessuti malati, ma può in alcuni casi accendersi in modo incontrollato e causare la formazione di trombi all’interno dei vasi colpiti dall’infiammazione provocata dal virus. "Rimettere il sistema della coagulazione in equilibrio è compito dei farmaci antitrombotici, che dovrebbero essere usati in modo ritagliato su misura in pazienti diversi, adattando tipo e dosi di farmaco alle caratteristiche individuali di ciascuno: caratteristiche che dipendono dalla storia familiare, personale e dai punti deboli di ogni singolo paziente. Pazienti diversi rispondono in modo variabile a farmaci identici", aggiunge la presidente di Alt, Lidia Rota Vender.

In una revisione pubblicata su Current Cardiology Report è emerso che ben 31 pazienti su 100 fra quelli colpiti da Covid 19 hanno avuto complicazione da trombosi e che l’uso di farmaci antitrombotici a dosaggio più alto rispetto all’abituale ha avuto impatto positivo sui pazienti ad alto rischio. "Sono stati formulati metodi di quantificazione del rischio di ogni singolo paziente dimostrando che ciascuno deve essere considerato nella sua peculiarità e ricevere dosi di farmaci anticoagulanti specificamente ritagliate sulle sue caratteristiche", continua la presidente di Alt. "Scegliere fra diversi farmaci antitrombotici e diverse dosi richiede grande attenzione da parte del medico, che si trova a dover rispettare il fragile equilibrio fra l’efficacia del farmaco anticoagulante nel rendere il sangue più fluido del normale e il rischio di emorragia che incombe sempre quando la fluidificazione del sangue si rivela eccessiva".