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Covid, drammatica lettera di cento scienziati a Mattarella e Conte: "Subito misure drastiche per evitare centinaia di morti al giorno"

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"Subito misure drastiche per contenere il Covid". E' un drammatico appello quello inviato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al premier, Giuseppe Conte. A scrivere alle maggiori cariche dello Stato sono cento professori e scienziati. Nella missiva si invita a dare "piena adesione" alla richiesta di Giorgio Parisi, presidente dei Lincei, di "assumere provvedimenti stringenti e drastici nei prossimi due o tre giorni" per "evitare che i numeri del contagio in Italia arrivino inevitabilmente nelle prossime tre settimane, a produrre centinaia di decessi al giorno". Secondo Parisi senza misure drastiche in Italia da metà novembre ci saranno 500 morti al giorno. Il documento è sottoscritto da scienziati e docenti universitari. Tra questi il rettore della Normale di Pisa, Luigi Ambrosio, e Fernando Ferroni, già presidente dell'Istituto nazionale di fisica naturale. Ma ancora: Gianfranco Viesti, economista dell'Università di Bari; Carlo Doglioni, geologo e presidente Istituto nazionale geofisica e vulcanologia; Alfio Quarteroni, matematico; Enzo Marinari, ordinario di Fisica alla Sapienza; Roberta Calvano, ordinaria di Diritto costituzionale Unitelma Sapienza; Piero Marcati, prorettore Gran Sasso Institute; Alessandra Celletti, astronoma e vicepresidente Anvur.

"Come scienziati, ricercatori, professori universitari - si legge ancora nella lettera - riteniamo doveroso ed urgente esprimere la nostra più viva preoccupazione in merito alla fase attuale di diffusione della pandemia da Covid 19 e riteniamo utile segnalare" a Mattarella e Conte "le stime riportate nell'articolo del presidente dell'Accademia dei lincei, professor Giorgio Parisi, pubblicato nelle scorse ore nel blog dell'Huffington Post".

Secondo gli scienziati e i docenti la pressante esigenza deve essere "salvaguardare il diritto alla salute individuale e collettiva sancito nell'art. 32 della Carta costituzionale come inviolabile". Si sostiene anche che prendere misure efficaci adesso serve anche "per salvare l'economia e i posti di lavoro. Più tempo si aspetta, più le misure che si prenderanno dovranno essere più dure, durare più a lungo, producendo quindi un impatto economico maggiore".