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Covid, intervista shock di Ricciardi: "Servono primi lockdown locali. Rischiamo terza ondata e disastro". E boccia app Immuni

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Per alcuni territori il contagio da Covid ormai è a livello esponenziale e quindi servono chiusure mirate. I governatori devono prendersi le loro responsabilità e procedere all'istituzione di zone rosse e lockdown localizzati. Parole che non lasciano dubbi nell'intervista concessa a Repubblica dal professor Walter Ricciardi, consulente del ministro della salute, Roberto Speranza. Sostiene che per il tracciamento "in alcune regioni ormai è troppo tardi perché fronteggiano una crescita esponenziale del contagio. Non possono più basarsi sul tracing, devono fare chiusure. Altrove però il tracciamento va potenziato: c’è la prospettiva di una terza ondata".

Ricciardi ipotizza un tracciamento più penetrate, basato sulla georeferenziazione. In pratica una tecnica capace di ricostruire tutta la catena dei contatti di un paziente positivo. Su Immuni spiega che l'hanno scaricata in pochi e che ha una utilità limitata inoltre "non permette di dare prestazioni aggiuntive ai positivi". In pratica una bocciatura solenne. Ancora: "Vivremo mesi col virus e dobbiamo avere soldati in trincea. Ora sono troppo pochi. Ma questa è una guerra che ha bisogno anche di tecnologia. Se non hai uomini e, come detto, disponi di strumenti tecnologici limitati, il virus entra, scavalca la trincea e dilaga".

Anche sui lockdown mirati non lascia alcun dubbio sul suo pensiero: "Occorre precisione chirurgica. Non ha senso muoversi a livello regionale ma metropolitano, provinciale, comunale. Non è più il momento di lockdown generalizzati. I governatori devono assumersi le loro responsabilità. Ad alto rischio ora ci sono Milano e Napoli ma anche Roma, tra un po’, potrebbe essere nella stessa situazione". 

Allarme anche per gli ospedali "in certe zone cominciano ad avere un pressione enorme. Reggono magari le rianimazioni, ma non gli altri reparti. Arrivano i pazienti Covid e gli altri malati vengono espulsi dall’ospedale. A farci capire che sta avvenendo qualcosa di negativo c’è il ritorno delle infezioni tra il personale sanitario. Tutto questo ci deve preoccupare perché non c’è ancora il freddo. Quando arriverà inizieranno influenza e raffreddamenti rischiamo il disastro".