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Covid, nuovo Dpcm: ecco cosa prevede per scuola, sport, sagre, bar, ristoranti, movida e coprifuoco

Giuseppe Silvestri
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Nuovo Dpcm anti Covid. Ancora una volta il premier Giuseppe Conte ha scelto le ore serali per illustrare le nuove restrizioni per cercare di combattere la diffusione del Coronavirus. La conferenza stampa del presidente del consiglio è stata seguita in diretta da diverse reti televisive, poi alcuni giornalisti presenti hanno avuto la possibilità di porgere le domande. Nella giornata di oggi (19 ottobre) gli obblighi previsti dal documento saranno analizzati in maniera più dettagliata e verranno superati i dubbi sollevati subito dopo l'ufficializzazione del Dpcm, soprattutto in tema di sport e di scuola. Di certo Conte e il governo sono protagonisti di una vera e propria inversione di marcia rispetto alla scorsa primavera. Passano da divieti molto ferrei a restrizioni limitate e contenute. Inoltre assegnano le decisioni più delicate alle Regioni e ai sindaci. E' una scelta per far sì che nei territori dove la diffusione del virus è più intensa possano essere applicate restrizioni maggiori rispetto al resto del Paese. Una decisione che le opposizioni hanno considerato fuga dalle responsabilità. I punti su cui il governo si è maggiormente diviso sono stati lo sport e la scuola. Alla fine l'ha spuntata chi non voleva limitazioni drastiche, il Dpcm è stato letto come una sconfitta per i falchi e quindi una vittoria dei ministri Lucia Azzolina e Vincenzo Spadafora, entrambi del Movimento 5 Stelle. Vediamo cosa e come cambia. 

COPRIFUOCO Il governo assegna alle amministrazioni comunali la possibilità di disporre zone rosse anti assembramento: "I sindaci dispongono la chiusura al pubblico, dopo le ore 21, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private".

DIDATTICA A DISTANZA Anche in questo caso non c'è una scelta nazionale. Spetta alle autorità regionali o locali decidere: "Previa comunicazione al Ministero dell'Istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferito ai specifici contesti territoriali, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza". In relazione ai possibili "doppi turni" nelle aule è possibile modulare "ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l'eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l'ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9".

ASSEMBRAMENTI NEI LOCALI Deve essere chiaro ai clienti quante persone può ospitare un locale. Quindi "obbligo per gli esercenti di esporre all'ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti".

MASSIMO IN SEI AL TAVOLO E ORARI Arriva la limitazione del numero di persone allo stesso tavolo, specifiche anche sugli orari di apertura. "Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5 sino alle ore 24 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle ore 18 in assenza di consumo al tavolo; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l'attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze".

LOCALI APERTI Nessuna limitazione solo per bar e ristoranti delle autostrade, degli ospedali e degli aeroporti: "Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro".

STOP EVENTI Niente più sagre e fiere locali. Stop anche ai convegni se non vengono rispettate le distanze: "Sono vietate le sagre e le fiere di comunità. Restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale ed i congressi, previa adozione di protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro. Sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza".

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, LE RIUNIONI Le riunioni relative alla Pa devono avvenire a distanza, a meno che non ci sia la necessità di "motivate ragioni di interesse pubblico". E' fortemente raccomandato anche per le riunioni private.

COPRIFUOCO IN SALA GIOCHI L'attività è possibile dalle ore 8 alle 21 nelle sale giochi, nelle sale bingo e in quelle scommesse. Ma le Regioni devono prima accertare che ci sia compatibilità tra lo svolgimento delle attività e l'andamento della situazione epidemiologica nei territori di competenza. Devono inoltre individuare protocolli o  linee guida da applicare per prevenire il rischio contagio oppure ridurlo. Protocolli e linee guida devono rispettare i principi di quelli nazionali. Anche su questo punto, dunque, la scelta tocca alle Regioni. 

LO SPORT Per gli sport di contatto di fatto vengono consentite partite e gare di livello regionale e nazionale, sia per i professionisti che per i dilettanti. Praticamente, quindi, il divieto riguarda lo svolgimento di competizioni di carattere provinciale e amatoriale. Tutti, però, possono continuare a sostenere allenamenti a livello individuale nell'ambito di una società sportiva oppure con i compagni, evitando il contatto. La norma viene letta come un divieto alle "partitelle" o comunque ad allenamenti di gioco con altri, ad esempio per calcio, basket o volley.

In ogni caso questo è quanto prevede di Dpcm: "sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni), dal Comitato italiano paralimpico (Cip) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali". Restano le limitazioni per il pubblico: 15% della capienza con massimo mille spettatori all'aperto e 200 in luoghi chiusi. "Le sessioni di allenamento degli atleti,  professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle  rispettive federazioni". A livello sportivo di base, per le scuole e per l'attività formativa, quindi per i settori giovanili, gli sport di contatto sono consentiti solo "in forma individuale e non sono consentite gare e competizioni. Sono altresì sospese tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere ludico-amatoriale".