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Soffre di emicrania da anni, le trovano una tenia nel cervello

Pietro Paolo Savini
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Soffre di una forte emicrania da anni e decide di sottoporsi a visite accurate e accertamenti diagnostici. E la risposta dei medici dopo un intervento alla testa è scioccante: si scopre infatti che nella scatola cranica, a contatto con il cervello, ha un verme. Per l'esattezza una Taenia Phylun Platyhelminthesì Cestoda della specie Solium, un parassita che se colpisce l'uomo dovrebbe trovarsi solitamente nell'intestino. Il fatto è accaduto in Australia. Ne dà notizia il Daily Mail con un reportage firmato dal corrispondente Alison Bevege. Il caso - ripreso in questi giorni anche da molti altri media di lingua anglosassone - è clamoroso per la particolarità  - rara in  Paesi lontani dalle aree endemiche di America Latina, dall'Asia e dall'Africa - , dello sviluppo di una tenia nella scatola cranica che produce una malattia nota come Cisticercosi. Il parassita, infatti, generalmente si diffonde nell'uomo per contatti orali o per ingestione di cibi (solitamente a base di carne di maiale poco cotta) contaminati e lo fa sopravvivendo nell'apparato digerente, in particolare nell'intestino.  Sebbene però l'apparato digerente sia generalmente il luogo dove sopravvivono anche a lungo le tenie  può accadere, ma solo con certi tipi di tenia, che le uova del parassita raggiungano il sistema nervoso centrale, in cui possono causare gravi problemi neurologici come l'epilessia e perfino la morte. Protagonista della vicenda una donna di 25 anni, di Melbourne, che vive in un quartiere esterno della città Australiana con i genitori e i fratelli e lavora come barista in un locale pubblico. Tra l'altro, dalla sua scatola cranica, è stata asportata anche una cisti piena di larve della stessa Taenia Solium. "La venticinquenne - riporta il Daily Mail - aveva una forte emicrania ed aveva sviluppato delle cisti al cervello e dichiarava di avere, da sei giorni consecutivi, la vista offuscata. Inizialmente le era stato diagnosticato un possibile tumore o comunque una lesione grave che causava vari sintomi, tra i quali convulsioni, mal di testa, cecità, meningite e demenza e ha accettato di sottoporsi a un intervento chirurgico al cervello". Il caso intanto sta destando clamore tra la comunità scientifica ed è stato anche pubblicato dalla rivista dell'American Society of Tropical Medicine and Hygiene. Lo sviluppo di una tenia nella testa non viene ritenuto un caso eccezionale, ma è eccezionale il fatto che si sia verificato in Australia e in un soggetto che sostiene di non essere mai stato in aree endemiche della neurocisticercosi. Nel mondo si stima che ci siano 50-100 milioni di persone infettate nella testa da questo parassita, ma i casi sono tutti concentrati nelle aree endemiche. Quando si registrano in altri Paesi, si tratta sempre di casi di importazione, maturati cioè da contatti diretti con persone di aree endemiche o che hanno comunque avuto origine direttamente in aree endemiche. Ma in questo caso  la protagonista della vicenda racconta di non aver mai viaggiato fuori dall'Australia e non aver mai avuto contatti con persone delle aree endemiche o di ritorno dalle aree endemiche.
Le specie di Taenia Phylun Platyhelminthesì Cestoda - ricorda Wikipedia - "sono prive di una bocca e di un tubo digerente, aprocte e acelomate, ma ciò non rappresenta un problema per il loro metabolismo dal momento che vivono nell'intestino dell'ospite immerse nel chilo, un brodo di sostanze già digerite che assorbono attraverso la superficie del corpo. 
Possono raggiungere dimensioni ragguardevoli. Ad esempio le 2 specie che più comunemente parassitano l'uomo, Taenia solium e Taenia saginata, hanno rispettivamente una lunghezza media di 3-5 e 10 metri". L'uomo
- aggiunge Wikipedia "è infettato mangiando carne cruda o mal cotta di animali infestati che contengono nei muscoli larve di Taenia, chiamate cisticerchi. Il periodo di prepatenza, cioè il tempo tra l'ingestione delle larve e la possibilità di riprodursi sessualmente nell'organismo, varia dalle 2 alle 3 settimane: ciò è dovuto al tempo necessario al parassita per svilupparsi all'interno dell'intestino. Nell'intestino la larva si sviluppa in una sorta di testa detta scolice, munita di ventose o uncini, con cui si àncora alla parete dell'organo. Dallo scolice si producono poi un gran numero di segmenti corporei, chiamati proglottidi che, come anelli di una catena, si allungano anche per più metri".

Pietro Paolo Savini