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Quattro neonati morti all'ospedale, altri nove con lesioni cerebrali: il batterio era annidato nei rubinetti

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Un batterio si era annidato in un rubinetto dell'acqua della Terapia intensiva neonatale dell'Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento a Verona. Morirono quattro neonati e il reparto è stato chiuso. Adesso arriva uno spiraglio sul decesso di quei quattro bimbi: si scopre dove era il Citrobacter. A questa conclusione è giunta una delle due commissioni nominate dalla Regione. E' il Corriere del Veneto a riportare la notizia, specificando che si tratta della conclusione della commissione esterna. Il batterio avrebbe colonizzato il rubinetto, forse a causa di un mancato o parziale rispetto delle misure d'igiene. E l'utilizzo dell'acqua corrente invece di quella sterile potrebbe essere stato un errore fatale. Il reparto è stato riaperto dopo la totale sanificazione. Il batterio ha ucciso Leonardo nel 2018, Nina a novembre 2019, Tommaso a marzo e Alice ad agosto. Oltre ai quattro neonati morti, altri nove hanno riportato lesioni cerebrali permanenti mentre secondo una stima sarebbero 96 quelli colpiti. Nella ricerca della verità importante è stata Francesca Frezza, mamma di Nina, che ora chiede giustizia confidando nella procura di Verona