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"Prosegue inesorabile la crescita dei voucher, male l'Umbria del lavoro"

alessandra Borghi
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La Cgil continua a mettere il dito nella piaga sottolineando "le performance negative" registrate sul versante lavoro in Umbria. Sono la segretaria regionale Giuliana Renelli e il presidente Ires/Cgil Mario Bravi a snocciolare i dati relativi a gennaio-novembre 2016 dell'Osservatorio nazionale sul precariato dell'Inps. "Le assunzioni a tempo indeterminato - rendono noto - sono state 11.413 con un calo del 43,3% rispetto all'anno precedente. L'Umbria conferma ancora, dunque, il peggior dato a livello nazionale (qui la contrazione media è del 32,3%)". Inoltre, sempre nei primi 11 mesi del 2016, si registrano in Umbria 41.845 assunzioni a tempo determinato, 4.294 con contratti di apprendistato e 2.761 stagionali per un complesso di assunzioni pari a 59.043 unità. Dunque, le assunzioni a tempo indeterminato corrispondono al 18,5%, contro una media nazionale del 22%.  Nello stesso periodo le trasformazioni a tempo indeterminato (dagli altri tipi di contratto) nella nostra regione sono pari a 5.144 unità, anche qui con un calo rispetto all'anno precedente, del -42.3%, mentre la media nazionale è -34,8%. Non solo: "Prosegue inesorabile la crescita dei voucher: con il dato di novembre siamo arrivati a quota 2.242.834 in Umbria, con un aumento del 54,8% rispetto al 2014 e del 22,3% rispetto al 2015". La Cgil non ha dubbi: "Questi dati dimostrano il fallimento del Jobs act e l'esigenza di politiche economiche alternative e di sostenere la campagna referendaria della CGIL “Con 2 sì tutta un'altra Italia!".