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Giallo di Caronia, il corpo di Viviana e le foto del drone: bufera tra procura e vigili del fuoco

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Il corpo di Viviana Parisi è sempre stato lì, nitido a pochi metri dal traliccio dal quale potrebbe essersi lanciata il 3 agosto scorso. Ma nessuno, tra vigili del fuoco e ricercatori, se n’è accorto, fino al ritrovamento della dj piemontese cinque giorni dopo. Se non è una svolta, c’è sicuramente uno sviluppo importante nel giallo di Caronia, il caso di cronaca nera dove hanno perso la vita la giovane e il piccolo Gioele, di appena 4 anni. Le circostanze della loro morte sono ancora tutte da definire (avanza l’ipotesi dell’omicidio suicidio), ma dopo un weekend senza accelerazioni ci pensa il procuratore di Patti Angelo Cavallo a mettere nero su bianco alcuni aspetti quasi inediti. Il più rilevante è che dalle immagini dei droni del vigili del fuoco, evidentemente mai visionate finora, risulta che "già alle ore 10.15 circa del mattino del 4 agosto 2020, era visibile ai piedi del traliccio il corpo di Viviana Parisi, verosimilmente nella identica posizione in cui qualche giorno dopo veniva ritrovato". Esattamente il giorno dopo la scomparsa, ma nonostante i tecnici avessero già in mano quei fotogrammi le ricerche sono continuate per altri quattro giorni. La Procura tende a precisare che "le ricerche sono state coordinate dalla Prefettura di Messina", cercando così di allontanare le accuse arrivate dopo il rinvenimento del corpo del piccolo Gioele, trovato il 18 agosto da un ex militare. Vista la magmaticità della vicenda, Cavallo vuole fare ancora chiarezza sulle condizioni di salute mentale e psicologica di Viviana, e già da martedì 25 agosto è stata affidata una consulenza tecnica a Massimo Picozzi, docente di psichiatria presso le Università di Parma e Bocconi di Milano, in passato già coinvolto nelle indagini sulla vicenda di Cogne, quella di Anna Maria Franzoni.