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L'ultimo allevatore lascia Castelluccio: restano solo i militari

Federico Sciurpa
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 “Oggi anche l'ultimo allevatore ha lasciato il borgo di Castelluccio di Norcia, adesso ci sono solo i militari . Per Emiliano Brandimarte, questo è il suo nome , si trattava di una lotta contro il tempo perché i suoi animali, ben 60 cavalli, non potevano continuare a vivere all'aperto in quanto sta per cadere la neve e gli animali avrebbero rischiato la morte. La discesa a valle dei cavalli si è tenuta il 20 dicembre, a partire dalle ore 9 , quando la mandria  ha iniziato la transumanza dall'altipiano di Castelluccio sino alla Valle di Norcia, discendendo di 1000 metri di quota . L'operazione  di transumanza, con partenza da Castelluccio alle ore 9.00,  è stata gestita da numerosi amici di Emiliano che, cavalcando i loro cavalli , hanno portato al sicuro gli animali” . Lo ha reso noto Raffaele Capponi, agronomo, Coordinatore delle Guide Ambientali Escursionistiche AIGAE dell'Umbria . “A causa del sisma del 24 agosto 2016 ,con epicentro ad Amatrice ed Accumoli che ha causato quasi trecento vittime – ha proseguito Capponi - anche i territori della Valnerina in Provincia di Perugia e in particolare i Comuni di Norcia, Cascia e Preci hanno subito danni alle abitazioni e alle strutture produttive (stalle, fienili, rimesse agricole) delle aziende agrarie . In particolare è stato colpito il borgo di Castelluccio di Norcia, uno dei centri abitati più alti dell'intero Appennino, situato  su un colle a 1450 m slm  e universalmente conosciuto per la stupenda "fioritura" di fiori spontanei e di piante coltivate che, come una immensa tavolozza, colorano l'altopiano del Pian Grande. Ora con le previsioni meteorologiche che prevedono l'arrivo della neve e del gelo anche  Emiliano , ultimo allevatore  ha dovuto lasciare l'altopiano di Castelluccio. Adesso Castelluccio è un borgo vuoto e silente in balia delle raffiche di vento e dei turbini di neve. Tra qualche mese, alla fine dell'inverno, i cavalli però faranno il percorso a ritroso, ritornando ancora sull'altopiano per riprendere la loro vita brada tra i pascoli e i fiori spontanei, avanguardia di quel popolo di agricoltori che vogliono tornare a Castelluccio a coltivare lenticchie, cicerchie, farro per la gioia dei turisti e dei visitatori”.