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Scandalo rifiuti, Gesenu: "Fatti precedenti al rinnovamento societario"

Jacopo Barbarito
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"Apprendiamo degli sviluppi inerenti l'indagine che vede coinvolti alcuni collaboratori di Gesenu. In particolare sono stati emessi strumenti di custodia agli arresti domiciliari nei confronti dell'Ing. Giuseppe Sassaroli, Direttore Generale, e avvisi di garanzia nei confronti di altri collaboratori e dipendenti Gesenu". Inizia così una nota della società a seguito del blitz di mercoledì 30 da parte delle forze dell'ordine. Leggi le accuse rivolte agli indagati - Guarda il video del blitz delle forze dell'ordine "L'oggetto dell'indagine riguarda presunti fatti e condotte che risalgono agli anni 2009 e seguenti quindi che nulla hanno a che fare con la rinnovata organizzazione aziendale e societaria che, tra l'altro, ha consentito a Gesenu di superare, con forza, l'interdittiva antimafia. La "nuova" Gesenu con il suo consiglio di amministrazione non può che appoggiare con forza qualsiasi azione possa consentire all'azienda stessa di individuare e superare eventuali comportamenti fraudolenti. Preme evidenziare che il modello organizzativo ex l.231 è stato profondamente rivisto e implementato nel corso dell'anno 2015 allo scopo di aggiornare gli strumenti di tutela interna di Gesenu stessa. La società collabora con il massimo impegno con l'Autorità Giudiziaria, come ha già fatto con le Autorità amministrative per le vicende della interdittiva, poi superata. L'obiettivo è quello di continuare il rilancio aziendale, garantendo e implementando i servizi erogati, i livelli occupazionali e il patrimonio sociale".