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Resti umani in una cantina all'interno della "zona rossa"

Jacopo Barbarito
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La macabra visione si è materializzata proprio nel cuore del centro storico, interdetto dopo la scossa del 30 ottobre. Durante un sopralluogo volto a verificare la stabilità strutturale di un edificio sito nei pressi di Via Anicia, i vigili del fuoco hanno notano dei resti umani all'interno di un seminterrato. I carabinieri, immediatamente accorsi sul posto, hanno rinvenuto tre teschi umani in parte scomposti. Il locale, uno scantinato all'apparenza inutilizzato da alcuni decenni e facente parte di un edificio del XVII secolo, ricco di polvere, ragnatele e cianfrusaglie varie, nascondeva un'inquietante sorpresa. Tra le macerie prodotte dal terremoto, infatti, sono stati rinvenuti tre teschi, probabilmente appartenuti a persone defunte molto tempo fa. Dopo essersi fatti largo tra i calcinacci ed i massi che ancora intralciano l'entrata del seminterrato, i carabinieri hanno proceduto al recupero dei teschi, ora in sequestro, ed alla successiva identificazione del proprietario del locale. Questi, un anziano signore non residente a Norcia, si è giustificato affermando che si tratta di un immobile “ereditato”, che appartiene alla sua famiglia da generazioni e da lui mai utilizzato. “Non ho mai visto quei teschi” - ha detto -  “forse il terremoto li ha fatti tornare alla luce”. Ora sarà necessario datare i resti umani e cercare di capire a chi potrebbero essere appartenuti, anche al fine di stabilire eventuali responsabilità penali.