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Disoccupazione e indigenza fanno due vittime: doppio suicidio

Jacopo Barbarito
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Aveva perso da anni il lavoro. Ultimamente sembra che avesse perso anche la casa di proprietà. Da anni era senza genitori e negli ultimi tempi viveva nell'indigenza. Si è ucciso nella notte tra venerdì e sabato 19 novembre, aveva 43 anni. E' salito nella parte alta del paese di Arrone, il Castello, ha raggiunto il parcheggio e da lì si è lanciato nel vuoto, precipitando nella strada sottostante che dal borgo porta alla parte alta. Lo hanno ritrovato questa mattina verso le 7 residenti che scendevano dal Castello per andare al lavoro. Subito dopo sono arrivati i carabinieri della stazione di Arrone. Il corpo riverso sull'asfalto e il cellulare spezzato in due per l'impatto. Era conosciuto da tutti e benvoluto, anche per le tragedie familiari che si erano susseguite: la morte della madre, problemi economici della famiglia poi la morte del padre. Per qualche anno aveva lavorato, poi anche il posto di lavoro se n'era andato. Tutti conoscevano le sue difficoltà ma di queste non faceva cenno. Era stato con gli amici fino a qualche ora prima e nessuno si era accorto della disperazione che andava crescendo dentro di lui. Poco dopo la notizia di un altro suicidio. Ancora un giovane: 45 anni, viveva nella frazione di Colleporto. L'uomo si è tolto la vita davanti casa, probabilmente soffocandosi. Sono stati i vicini di casa a dare l'allarme, avendo trovato il corpo esanime. Anche lui aveva da poco perso il lavoro e l'occupazione saltuaria come cameriere non aveva alleviato la sua condizione.