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Feriti al cuore dal sisma: "Duro colpo, siamo esausti"

Jacopo Barbarito
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La terra trema e fa paura. Uno stillicidio senza fine. Anche dopo le due forti scosse, alle 19.10 e alle 21.18 di mercoledì 26, la sequenza sismica è proseguita. Dalle 19.10 di mercoledì (ora del terremoto di magnitudo 5.4) la rete sismica nazionale dell'Ingv ha localizzato oltre 200 eventi: sono oltre 40 quelli di magnitudo compresa tra 3 e 4, tre i terremoti localizzati di magnitudo compresa tra 4 e 5 e due di magnitudo maggiore di 5. La terza alle 23.42 (magnitudo 4.6). L'epicentro è stato localizzato nelle Marche, nell'area dei monti Sibillini: il centro più vicino – secondo l'Ingv – è Castelsantangelo sul Nera insieme a Ussita, Visso e Preci. Ieri ultima forte scossa 4.2 alle 19.22. E proprio nel piccolo borgo umbro, famoso per la sua scuola chirurgica, i danni sono ingenti. Preci è il luogo più vicino all'epicentro e probabilmente, insieme a Norcia, il più ferito dal nuovo sisma (guarda le immagini). La ricostruzione del ‘97 ha, probabilmente scongiurato conseguenze più tragiche, ma molti edifici risultano lesionati. Ad essere colpite in maniera funesta sono le tante piccole frazioni, da Piedivalle a Todiano, da Villa Collescille ad Acquaro dove ci sono stati diversi crolli. Alcune abitazioni sono sventrate, molte crepe si sono allargate. Circa 130 le persone assistite nella notte a Preci ma i numeri sono destinati a salire (si parla di almeno 250 sfollati). Sono state trasportate brandine sia al centro Caritas di Borgo Preci che nel prefabbricato di Corone e in un altro centro assistenza a Castelvecchio. Al centro Caritas i volti di tutti sono snervati. “E' un duro colpo, una situazione difficile per tutti noi - racconta la signora Sabrina, dopo una notte trascorsa in auto - al momento della scossa è caduto tutto in casa, televisori, quadri. E' stato terribile, non auguro a nessuno una cosa del genere. Non si riesce a dormire”. Giovanni de Vito, ha il volto stanco: “Siamo esausti - racconta insieme alla figlioletta e alla compagna - E' indescrivibile quello che è accaduto. Non ci sono parole per raccontare la paura che si prova, mai sentita una cosa del genere. Eravamo in casa è siamo riusciti a uscire. Ora ci hanno comunicato che l'abitazione (uno degli alloggi popolari), è inagibile”. La signora Marcella, un'anziana che abita a Castelvecchio si trovava da sola quando sono passate le scosse: “Andava via la luce di continuo - spiega ancora choccata - abbiamo dormito in 13 in un prefabbricato. Ho vissuto il terremoto del ‘79 e del ‘97 ma questo è stato più forte”. “La paura è tanta e si somma a quella patita negli altri due terremoti. Viene quasi da pensare - aggiunge un'anziana distrutta - che non ce la farò a superare anche questo ma poi guardo i miei nipoti e cerco il coraggio di tornare a costruire qualcosa per il loro futuro”. “L'unica cosa che possiamo fare ora, magari facendoci forza l'un l'altro”, aggiunge Stefania, una giovane che ha trovato ricovero proprio nel prefabbricato. Servizio integrale a cura di Cesare Bertoldi sul Corriere dell'Umbria del 28 ottobre