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Operaio morì nel fiume Nera, 8 rinvii a giudizio

Giuseppe Magroni
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Otto rinvii a giudizio per la morte di Egidio Pennacchi, l'operaio 46enne precipitato il 24 febbraio del 2014 nelle gelide acque del Nera, mentre stava potando alcune piante nei pressi della passerella di via del Cassero. Il gup Simona Tordelli oggi ha confermato l'impianto accusatorio nei confronti delle otto persone indagate per la morte del 46enne, con udienza programmata per il prossimo 13 aprile. In aula anche il pm Elisabetta Massini. Gli indagati per omicidio colposo sono soggetti collegati a vario titolo con le imprese che hanno acquistato, affittato e utilizzato il mezzo su cui l'uomo stava lavorando, il verificatore del mezzo, il manovratore della cesta aerea finita nel fiume e il legale rappresentante della ditta per cui l'uomo lavorava. Un'ottava persona, socio dell'impresa che aveva curato gli interventi di riparazione del mezzo, è indagata per “rimozione o omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro”. Nessuno dei legali degli imputati ha ritenuto di chiedere riti alternativi, mantenendo ferma la propria posizione. Nessuna richiesta di proscioglimento è però stata accettata. Soddisfazione da parte del legale che difende la famiglia Pennacchi (la moglie e i quattro figli), l'avvocato Francesco Montalbano: “Non ci siamo costituiti parte civile – ha dichiarato – ma agiremo in sede civile in quanto riteniamo di poter estendere la richiesta di risarcimento anche ad altri soggetti”.