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Distilleria e strage dei pesci, ambientalisti ancora all'attacco

Alessandro Antonini
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Ancora guerra di parole sulle distillerie di Ponte Valleceppi. La sentenza di primo grado che ha rigettato la richiesta di risarcimento di 1,8 milioni ai tre ambientalisti denunciati, è l'abbrivio per una dura critica dei tre nei confronti dell'azienda. "Non immaginavamo di certo che servisse un giudice a ratificare il buon senso, ma così è". Questo è il primo pensiero dei tre denunciati: Anna Rita Guarducci in qualità di presidente del Circolo Legambiente Perugia, Franco Granocchia in qualità di consigliere provinciale di Idv, Goffredo Moroni in qualità di presidente del Comitato “I Molini di Fortebraccio”. "La nostra sensibilità di ambientalisti - scrivono in un comunicato di fuoco - che ognuno ha sentito il dovere di mettere in campo con strumenti diversi, era pienamente legittima e non aveva certo lo scopo di recare danno all'industria, semmai quello di non far dimenticare ai cittadini la cosiddetta 'strage di pesci' del 31 luglio 2008. Infatti la causa della morte di più di 18 quintali di pesci avvenuta quell'anno è stata attribuita dalla procura della Repubblica di Perugia ad uno scarico abusivo di acque derivate dal processo di lavorazione industriale della distilleria. Da lì è iniziato questo processo. Il nostro obiettivo era quello di mantenere viva l'attenzione su un fenomeno che potrebbe sempre ripetersi se si ripresentassero le circostanze. Tuttavia confidiamo che qualcosa sia migliorato, visto che in seguito ai nostri interventi la distilleria ha dovuto assumere ben 6 figure professionali, che evidentemente non aveva in organico, per adeguarsi alle normative". A stretto giro di posta arriva anche la risposta della distilleria: "Le sentenze di un giudice - scrive l'azienda - vanno sempre rispettate, seppure di primo grado e dunque appellabili, ed è giusto tutelare il diritto di critica di qualsiasi cittadino, anche se continuiamo a ritenere moralmente scorretto falsificare volantini e documenti divulgativi. Ci rallegriamo del fatto che la volontà dei tre denunciati non fosse quella di recare danno alla distilleria, perché in venti anni di attacchi ci era sembrato tutto il contrario. Compiaciuti di ciò rinnoviamo l'invito, lo stesso che quest'estate abbiamo rivolto a uno dei tre firmatari, l'ex consigliere provinciale dell'Idv Franco Granocchia, venuto spesso in visita “spontanea” all'azienda, ad aprire un dialogo costruttivo che possa, da un lato, soddisfare la spiccata “sensibilità ambientale” e, dall'altra, tutelare la decennale storia e vita di un'azienda. Un'impresa che dà lavoro a 150 famiglie e in materia di sicurezza e ambiente ha investito, negli ultimi tre anni, circa 5 milioni di euro".