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Bruciano l'auto di un consulente, mistero sui motivi del gesto

Roberto Minelli
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Danno fuoco alla sua auto, se ne accorge dalla finestra e riesce a limitare i danni spegnendo le fiamme con l'aiuto del padre. E' successo lunedì 12 settembre a Umbertide, in una zona periferica della città, confinante con la zona delle Petrelle. Il proprietario dell'auto è un giovane di 30 anni. Alle ore 21.30, sentendo il proprio cane che abbaiava in modo continuo, si è affacciato alla finestra notando delle fiamme che si stavano alzando da un'auto, con alcune persone intorno. Riconosciuta immediatamente la propria auto, si è precipitato in strada accompagnato dal padre. Ha subito notato un'auto scura che si stava allontanando a gran velocità, ma il fatto che la zona non è illuminata gli ha impedito di notare modello e targa. Anche perché si è subito concentrato nello spegnimento della propria Atos Hyundai. La macchina era già stata danneggiata con la rottura del parabrezza e del vetro lato guidatore. In più, i malviventi avevano appoggiato una padella contenente liquido infiammabile sotto la macchina dal lato del guidatore. Le fiamme avevano già interessato lo sportello e senza il pronto intervento del proprietario sarebbe andata completamente distrutta. Il fattaccio è stato denunciato ai carabinieri. Il 30enne di Umbertide ha raccontato di non avere mai subito minacce e tenderebbe a escludere che si tratti di una ritorsione, perché sul lavoro non ha mai avuto né minacce né screzi. Il giovane gestisce una attività dedita al disbrigo pratiche amministrative e consulenza in aste giudiziarie. Ma ha ribadito che questo tipo di consulenza non l'ha mai messo in contatto con persone che l'hanno minacciato. Anche perché la sua consulenza non interviene nella fase fallimentare, ma solo successivamente come intermediario alla vendita. Quindi in una fase assolutamente ininfluente per le sorti economiche del privato coinvolto nella procedura fallimentare.