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Omicidio di Katia, accantonata pista umbra: arresto smentito

Davide Gambacci
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Messa da parte per il momento la pista umbra, l'attività dei carabinieri si concentra nuovamente nella zona di Sansepolcro. Omicidio Katia Dell'Omarino: cinquantaduesimo giorno di indagine da parte dei carabinieri della locale tenenza e i colleghi del nucleo investigativo di Arezzo. L'attività sulla zona di San Giustino (in particolare nelle frazioni di Selci e Lama) non ha dato input di rilievo. In questo momento l'attenzione degli inquirenti torna a focalizzarsi su Sansepolcro, nello specifico su una dozzina di persone: c'è una fascia d'età ben precisa, quella compresa tra i 50 e i 60 anni. Tutto lascerebbe intendere che il killer abiterebbe qua: persone che i militari hanno già ascoltato, ma che stanno controllando con maggiore insistenza. Un uomo - questo è certo - che nella notte tra l'11 e il 12 luglio scorso ha colpito Katia Dell'Omarino almeno dieci volte al cranio, prima di gettare il corpo sul greto del torrente Afra. Un episodio che ha sporcato di rosso la calda estate Valtiberina. Una persona insospettabile: questo lasciano intendere i carabinieri che stanno lavorando quotidianamente sul delicato caso; una figura che si è volatilizzata nel nulla insieme all'arma del delitto e il telefono cellulare di Katia, mai riacceso. Ma una traccia potrebbe averla lasciata: quella del dna, isolato sul corpo della vittima in due differenti punti; sotto l'unghia, trovata anche spezzata, e all'interno del cavo orale. Resta per il momento un mistero: la scorsa notte si era sparsa la voce di un arresto nella zona di Lama dell'ipotetico killer che ha ucciso Katia, subito smentita dai carabinieri. Continua il lavoro serrato degli inquirenti, con maggiore attenzione in una cerchia ridotta di persone. Articolo completo nel Corriere dell'Umbria di giovedì 1 settembre (CLICCA QUI)