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Terremoto, rischio frane e caduta massi: "occhio" alla montagna

Roberto Minelli
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A seguito degli eventi sismici dei giorni scorsi e delle continue scosse di assestamento ecco alcuni consigli sulla frequentazione delle montagne in Umbria. Il Soccorso alpino e speleologico dell'Umbria raccomanda infatti massima attenzione nella zona nord della Valnerina e Monti Sibillini o altre catene dell'Appennino centrale. Sui sentieri c'è il rischio di frane e caduta massi, in particolare bisogna fare attenzione nelle gole o forre, nei sentieri sotto alle pareti di roccia o esposti, anche se non si notano pericoli evidenti: il rischio è che potrebbero essere stati resi insicuri dalle scosse. "Vi consigliamo vivamente - si legge in una nota - di non andare ai laghi di Pilato o sulle Creste meridionali dei Sibillini finché non si calmano le scosse di assestamento". Intanto il Comune di Montefortino ha anche emesso un'ordinanza per chiudere la strada che collega la frazione di Rubbiano alle gole dell'Infernaccio e alle parti interne. Questo l'elenco delle zone più a rischio: tutta la valle del lago di Pilato; creste del Vettore e del Redentore; tutta la valle di foce di Montemonaco; Lame Rosse; gole dell'Infernaccio; monte Priora; gole dell'Acquasanta di Bolognola; gole del Fiastrone; strada del Fargno in particolar modo verso Bolognola; strada del monte Sibilla.