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Omicidio di Katia, ascoltato nuovamente il fratello della vittima

Davide Gambacci
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Un summit in Procura ad Arezzo e il fratello di Katia ascoltato nuovamente per approfondimenti sull'inchiesta. E' stata una giornata "calda" per gli inquirenti che stanno lavorando sull'omicidio di Katia Dell'Omarino: la 39enne di Sansepolcro trovata la mattina di martedì 12 luglio priva di vita e con il cranio sfondato sul greto del torrente Afra. Una stanza della Procura praticamente top-secret: seduti vi erano tutti i principali attori che da 47 giorni seguono il caso. Presenti anche i vari consulenti - pure gli esperti nella lettura dei tabulati - che hanno lavorato molto sull'aspetto dna: due piccoli frammenti trovati sul corpo di Katia, uno sotto le unghie mentre l'altro nel cavo orale, isolati in fase di esame autoptico. Hanno detto che si tratta di un uomo, ceppo europeo ed età indefinita: gli inquirenti, però, stanno lavorando molto sulla fascia d'età compresa tra i 50 e 60 anni. Il summit è stato l'occasione per fare il punto della situazione sul lavoro che è stato svolto finora e sulle linee da seguire nei prossimi giorni. Sostanzialmente la strada che verrà percorsa resta invariata: cercare di acquisire più elementi possibili, individuando un passo falso del killer. Il territorio di Sansepolcro, per ciò che riguarda le persone ascoltate e che in qualche modo potevano avere un rapporto con Katia Dell'Omarino, è stato quasi saturato: mancano all'appello solamente una decina di figure e l'attività investigativa sta spostando il suo baricentro sul versante umbro della vallata. Obiettivo, quindi, focalizzato su San Giustino e in particolare nelle sue due principali frazioni divise solamente da una strada: Selci su un lato, Lama dall'altro. Un killer che si potrebbe nascondere proprio qua: luoghi che Katia frequentava spesso e recentemente pure con una certa frequenza. Nel pomeriggio di venerdì 26 agosto, poi, è stato chiamato nuovamente dalla Tenenza di Sansepolcro il fratello di Katia: Paolo Dell'Omarino che è rimasto fin quasi alle 19. Una chiamata per approfondire alcuni aspetti dell'inchiesta: era accompagnato dal legale della famiglia, l'avvocato Anna Boncompagni. Un'indagine lunga che si sta già avviando verso il secondo mese di attività: un episodio che non ha precedenti in città, diverse le strade che stanno seguendo gli inquirenti; ci potrebbe essere lo sfondo sentimentale, quello sessuale oppure anche economico. Confermato il fatto che Katia aveva tentato di rubare prima in chiesa e poi nell'auto del parroco di Lama. Occorre del tempo per arrivare a una conclusione: c'è lavoro di squadra, lavoro vero; non siamo certamente in una fiction televisiva. Un'indagine lunga, salvo colpi di scena.