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L'Inps gli chiede indietro 21 mila euro, ma lui la spunta

Jacopo Barbarito
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Ventunomila euro e rotti. Ecco l'ammontare da capogiro che un giorno l'Inps ha segnalato a un pensionato come “indebitamente erogato” e quindi da restituire col prelievo forzoso del quinto della pensione. Dopo venti anni dalla prima indebita erogazione. Non sarà l'unico caso del genere, ma l'importo è certo eclatante. La disavventura, iniziata con una raccomandata, stavolta vede come protagonista un militare in pensione che si è rivolto al Patronato Acli di Perugia (ente di diritto privato che, come riconosce la legge, svolge un servizio di pubblica utilità gratuita e senza scopo di lucro, garantendo sportello Lavoro, Salute, Famiglia, Mondo Colf, Contributi e Pensioni) per dirimere la spinosa questione. Quindi l'utente (della sede zonale di Foligno), assistito dall'avvocato Cristiana Panebianco del foro di Perugia, ha fatto ricorso alla sezione giurisdizionale della Corte dei conti. Servizio integrale a cura di Alessandra Borghi sul Corriere dell'Umbria del 1 agosto