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Mensa del carcere, gli agenti: "Cibo scadente, non siamo animali"

Jacopo Barbarito
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Ancora tensione nel carcere di vocabolo Sabbione. Stavolta l'oggetto del contendere riguarda la mensa degli agenti della polizia penitenziaria. Le organizzazioni sindacali Sappe, Fns-Cisl e Osapp parlano senza mezzi termini di “cibo scadente e igiene inadeguata” e accusano altre organizzazioni di categoria, ritenute troppo tiepide nei confronti della direzione dell'istituto di pena. Sappe, Fns-Cisl e Osapp contestano la direzione del carcere di via delle Campore “che vorrebbe far terminare l'astensione del personale della mensa ordinaria di servizio. In questi giorni stanno circolando notizie false e la direzione, con l'assenso di alcune sigle, vorrebbe far credere che sia tutto sistemato. E allora - si chiedono - perché tanta ostinazione nel negare la nostra legittima richiesta di far intervenire l'Usl competente? Che cosa ha da nascondere una direzione che, con l'assenso di alcuni sindacati, chiede al personale di terminare l'astensione, sapendo bene qual è la situazione? Non pretendiamo un ristorante di prima classe, ma almeno le condizioni minime di igiene e qualità. Non siamo animali! Il personale - denunciano - ha diritto al minimo della decenza. Si vergogni - proseguono i rappresentanti dei 3 sindacati - chi si ostina a far finta che vada tutto bene. E si vergognino coloro che, pur sapendo, avallano il comportamento di una direzione alla quale poco interessa il benessere minimo del personale. Non possiamo dimenticare che, prima dell'astensione per protesta, alcuni colleghi abbiano accusato malesseri dopo aver consumato pasti della mensa agenti. Il 12 luglio scorso abbiamo inviato una richiesta ai Nas di perugia e confidiamo nel loro intervento”.