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Shopping durante l'orario di lavoro, l'impiegata si difende

Sara Minciaroni
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Venti giorni di tempo per decidere se presentarsi davanti al magistrato a chiarire la propria posizione. Questa la scadenza che adesso si profila per l'impiegata del Comune di Passignano indagata per le ipotesi di reato di truffa aggravata ai danni dell'Ente, di falsa attestazione della presenza in servizio e anche di truffa informatica (LEGGI). La vicenda è venuta alla luce dopo che, a fine giugno, alla dipendente pubblica è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini che hanno preso piede dall'attività di "pedinamento" da parte del corpo di polizia municipale intercomunale (Magione, Passignano e Tuoro) sotto il coordinamento del sostituto procuratore Paolo Abbritti. Un lavoro certosino a quanto risulta dal testo del provvedimento che si è avvalso anche di un rilevatore gps piazzato sotto l'auto della presunta dipendente "infedele". Così la municipale ha seguito per quarantatré giorni gli spostamenti della donna evidenziando che per ben 26 volte nel mese e mezzo in cui è stata seguita si sarebbe allontanata dal posto di lavoro durante l'orario di lavoro, senza marcare il cartellino, per raggiungere vari centri commerciali della zona. L'avvocato Alessandro Vesi, difensore dell'indagata sostiene invece che quelle assenze fossero "completamente e strettamente connesse all'attività lavorativa" e che "i giorni indicati nel capo d'imputazione sono quelli relativi al periodo del servizio elettorale quando nello svolgimento dei propri compiti si manifestava la necessità di uscire e rientrare spesso dall'ufficio, anche per recarsi ad acquistare merce presso supermercati, centri commerciali e altri negozi". Per questi spostamenti riferisce il legale "usava la propria auto personale senza mai richiedere i rimborsi benzina". Intanto il sindaco come già riferito al Corriere dell'Umbria, ha spiegato come l'ente non fosse a conoscenza di alcuno dei fatti contestati né dell'indagine in corso. Al momento verso la dipendente non è stato adottato alcun provvedimento né restrittivo né disciplinare.