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Pecore sbranate dai lupi, rabbia e paura tra gli allevatori

Roberto Minelli
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Un'autentica strage di pecore, quella con cui sono stati costretti a fare i conti i titolari di un'azienda agricola di Montanaldo, sulle montagne che dominano la piana eugubina. La scoperta che hanno fatto quando hanno varcato il recinto dell'ovile è stata a dir poco sconvolgente. Ventiquattro delle loro pecore erano state letteralmente sbranate da un branco di lupi nella notte e altrettante non risultavano all'appello. Nel tentativo di sfuggire alla furia dei lupi, si sono ammassate sulla recinzione, riuscendo ad aprirsi in qualche modo un varco, per poi darsi alla fuga nelle campagne circostanti. Danni su danni, dunque, e la sensazione tutt'altro che piacevole di doversi difendere da un attacco in piena regola, quasi impossibile fino a pochi anni fa. Ora, invece, la carenza di cibo all'interno dei boschi, l'assenza delle prede tradizionali, spinge queste specie selvatiche e aggressive ad avventurarsi fino a ridosso delle abitazioni, dei recinti delle aziende agricole, nel disperato tentativo di sfamarsi. La situazione sta diventando insostenibile, come nei mesi scorsi aveva testimoniato anche la Coldiretti regionale con una lettera inviata dal presidente Albano Agabiti all'assessorato all'agricoltura affinché venisse istituito in tempi brevi un tavolo di crisi sull'emergenza legata ai danni causati dalla fauna selvatica. Una problematica che continua a generare forti preoccupazioni e crescenti tensioni tra gli agricoltori. Al pari di quelli causati dai lupi, particolarmente temuti dagli allevatori, vanno annoverati quelli dovuti cinghiali. “Nonostante l'annosità del problema - spiegava Coldiretti - mai come quest'anno vengono segnalate, da tutti i territori della regione, già numerose devastazioni che interessano le colture. Una situazione insostenibile, cui vanno aggiunte le sempre più frequenti notizie che riguardano la presenza di lupi che minacciano aziende agricole e allevamenti.