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Errato trattamento chemioterapico, citati medici e infermieri

Roberto Minelli
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Un errato trattamento chemioterapico. Nei confronti di una paziente di 80 anni, già debilitata. Che “non sarebbe stata seguita nel modo giusto, viste le sue condizioni”. Con ipotesi di responsabilità precise, secondo la procura, a carico di medici e infermieri, “per il danno corrispondente al risarcimento erogato dall'azienda sanitaria e rientrante nella franchigia, a favore dell'anziana”. Un danno quantificato in 125mila euro. Il fatto accaduto all'ospedale di Terni è sbarcato mercoledì 6 luglio davanti ai giudici della corte dei conti con la citazione di due infermiere e un medico “di turno in quel particolare momento”. Quando, attraverso una agocannula al braccio destro (nonostante una situazione complessa delle vene) ci fu “una inappropriata somministrazione della terapia, con conseguente fuoriuscita di farmaco”. Che avrebbe favorito l'aggravamento e l'estensione delle lesioni. Nel mirino della magistratura contabile “la superficialità con cui è stata gestita la situazione”. La difesa ha sostenuto, invece, che si è trattato di “un evento accidentale”.