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Le diagnosticano papilloma benigno, muore per tumore dopo pochi mesi

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P.D.B.
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Le era stato diagnosticato un papilloma benigno e, invece, dopo pochi mesi morì per un tumore maligno. Sarà un consulente tecnico a stabilire se la morte dell'anziana donna di Soriano del Cimino è dovuta a delle manchevolezze dei medici che l'hanno avuta in cura, tra Narni e Terni, prima della morte nel 2012. Dopo la denuncia della figlia della donna (assistita dall'avvocato Antonio Jezzi) la procura di Terni ha aperto un fascicolo con l'ipotesi di reato di omicidio colposo (per ora non ci sono iscritti nel registro degli indagati). A marzo la parte offesa aveva richiesto al gip di valutare la nomina di un consulente d'ufficio per accertare se la morte della donna, appunto, fosse da imputare a negligenze o cure sbagliate. A inizio giugno il gip Maurizio Santoloci ha dato il via libera alla richiesta e giorni fa è stato formalmente affidato l'incarico al consulente. Per la perizia è stato scelto il dottor Luigi Cipolloni, de La Sapienza di Roma. Dovrà stabilire la "sussistenza o meno di elementi di colpa grave per negligenza da parte dei medici nella cura della persona poi deceduta". La donna infatti era stata prima curata per un presunto tumore benigno alla vescica che era stato trattato nell'ospedale di Narni con una "bruciatura". Sembrava tutto andare per il meglio invece poco dopo si diffuse un tumore maligno che portò alla morte della donna. Il perito dovrà stabilire "eventuali omissioni o adozioni di cure mediche non idonee in relazione alla sintomatologia accertata in capo alla paziente". Il via libera alla perizia potrebbe precludere anche alla riesumazione del cadavere per fare degli accertamenti autoptici. L'accertamento sarà discusso in incidente probatorio che è una sorta di "anticipazione" del processo. Le prove acquisite, infatti, saranno discusse tra le parti ed avranno valenza di prova in un futuro processo anche se va ricordato che, al momento, il fascicolo resta contro ignoti.